Lei

È ancora buio fuori, la città dorme , i miei figli dormono , il mio uomo dorme.

Io no, troppe cose a cui pensare.

Mi sveglio all’alba ,organizzo le colazioni, le lavatrici , i vestiti dei bambini , la borsa della palestra, il lavoro, la ceretta delle due , il corso di nuoto del primogenito e la suocera che passa prendere la piccola al nido, un gran casino insomma e sono arrivata solo al primo pomeriggio.

Organizzo il lavoro.

Il mio lavoro sui generis , il mio lavoro speciale , il mio lavoro che suscita pregiudizio , il mio lavoro fatto con delicatezza, il mio lavoro che dà grandi soddisfazioni.

Sono una Cartomante.

Studio da anni le carte , i Tarocchi.

Da quasi 20 anni mi occupo di questo , non sono una Sciamana , non sono una Fattucchiera , tantomeno sono una Maga… sono un ‘esperta dei Tarocchi.

Ho studiato Psicologia per qualche tempo, ho vissuto mille vite diverse prima di diventare adulta , riconosco i dolori e l’umiliazione negli occhi di chi incontro , ho il cuore grande di chi è caduto tante volte.

Metto su il caffè, accendo una sigaretta , guardo il mio riflesso di capelli scomposti nell’alba.

Non riesco a non pensare a un incontro che ho avuto l’altro eri, una cliente ;

Tutti i clienti sono speciali , con le loro insicurezze e fragilità , tutti con un bagaglio diverso , tutti intimamente amareggiati , anche i piu felici e inquadrati nella società prima o poi si trovano di fronte periodi del cazzo , io non faccio miracoli , non sono un medico , non ho poteri Divini , ma conosco l’essere umano e le sue piccole grani cattiverie.

Però LEI , la cliente dell’altro giorno, mi ha colpita , in un modo che non so spiegare.

Mi ha chiamata in studio per prendere un appuntamento.

” Salve , buongiorno, avrei necessità di parlare con lei ”

“Si.. Buongiorno, come posso aiutarla?”

” Preferirei incontrarla di persona… Se non è un problema preferisco raccontarle a voce.”

Il tono freddo e formale non riusciva a coprire la premura della telefonata, aveva urgenza , sentivo il tremolio nelle sue parole.

“Va bene, se per lei va bene posso riceverla nel pomeriggio.”

“Grazie, sarò li per le 16.”

E butta giu senza aggiungere altro.

Non sapevo cosa aspettarmi , e la cosa non è da me.

Alle 15 e 45 la mia assistente annuncia il suo arrivo in studio , le dico di farla accomodare offrile un caffè e farla entrare entro qualche minuto , mentre mi preparo a vedere che faccia possa avere una con quel piglio dominante nella voce.

Non mi sbagliavo , ha un’aria fiera.

Una bella ragazza, mora , capelli lunghi ben curati , pantalone scuro e camicia bianca , un paio di fantastiche scarpe rosse.

Sembra molto vitale , mi sorride con denti perfetti , mi stringe la mano con fermezza.

“Si accomodi, prego.” E le indico una comoda sedia di fronte alla mia scrivania , un attimo di esitazione, poi accetta.

Sembra in difficoltà, a disagio.. Ha la classica espressione di chi pensa ” Cosa cazzo ci faccio qui?? “.

Le sorrido , capisco perfettamente come si sente , mi presento.

Le racconto di me , sommariamente, le dico che sono una persona normale , con le bollette da pagare e le macchie di pennarello sui pantaloni , dei miei studi sulle carte e sul’ arte del tarocco , sembra meno tesa , la osservo , è bella ma sciupata , non magra, ma sciupata come avrebbe detto mia nonna.

Prendo le carte e inizio a mischiarle , è sempre un piacere mescolarle , sono innamorata delle carte e della gestualità che ne deriva.

LEI sempre tesa.

Si alza di scatto e con il piglio iniziale mi dice ” Scusi , credo di aver fatto un errore , non è roba per me.. Io sono laureata , ho un lavoro soddisfacente e di grande responsabilità , mi spiace se le ho fatto perdere tempo” avvicinandosi alla porta aggiunge ” Lei non mi può aiutare , forse nessuno può farlo ” e se ne va lasciardomi di stucco.

Pochi secondi e entra la mia assistente con aria incuriosita ” Che le hai detto per farla scappare così ?” “Veramente io nulla… Non ho nemmeno capito cosa sia successo , va bene..evidentemente non si sente pronta “.

Resto di nuovo sola, con un senso di insoddisfazione addosso, ma riprendo il mio lavoro, le carte , il telefono , gli appuntamenti i consulti..la giornata fila via , fa buio presto , odio l’inverno , sembra sempre che il tempo passi troppo in fretta o che non passi mai.

Me ne vado , voglio passare a bermi un bianco prima di tornare a casa , pensare alla cena , alla giornata che è ancora lunga e a quella di domani che lo sarà altrettanto.

Sta iniziando a piovere , i miei ricci ribelli saranno ancora meno gestibili.

Mi fermo nel portone un secondo, apro la macchina col telecomando e appena fuori una voce  ” Mi scusi , Aurora?”   Mi fermo , LEI ,lì..infreddolita , con le braccia conserte a coprirsi, “Ma che ci fa qua fuori? Venga entriamo dentro ”

” No, per favore..volevo solamente scusarmi , non volevo offenderla e passare per una stronza snob ” Sorride mentre lo dice.

“Ma si figuri” Sorrido mentre lo dico, in effetti è stata proprio quella l’impressione ” Forza venga dentro, ci stiamo bagnando e i miei capelli iniziano a sembrare un cespuglio” .

“Sul serio, no. Grazie, volevo soltanto scusarmi , buona sera.”

” Ma che buona sera, su, io stavo andando a bere una cosa , andiamo , venga con me” e mi segue zompettando sui suoi tacchi nel bar dietro l’angolo.

Ci sediamo a un tavolo un po’ nascosto , conosco tutti qui , sarebbe impossibile fare due chiacchiere senza essere interrotte e se ho ben capito , qui c’è bisogno di non essere interrotte.

Ordiniamo due bianchi.

Arrivano insieme a un sacco di stuzzichini , e io ho fame.

Prima che riesca a infilarmi qualcosa in bocca succede , succede in un secondo, la guardo , i suoi occhi si trasformano in due rubinetti , inizia a piangere in modo scomposto , come se fosse da sola in pigiama sul divano di casa.

Non me ne capacito.

Sono sorpresa , di nuovo , e non capita facilmente.

La lascio fare, cerco nella borsa un fazzoletto, ma l’unica cosa che riesco a trovare sono le salviettine umidificate per bambini che ormai sono parte integrante della mia vita di mamma , non avendo altro , le poggio sul tavolo ” Mi dispiace, non ho altro” , e succede , succede in un secondo , la guardo , i suoi occhi smettono di lacrimare , inizia a ridere in un modo scomposto , come se fosse con una vecchia amica in pigiama sul divano di casa.

Sono sorpresa , ancora una volta.

” Grazie , non serve , li ho io” e tira fuori dalla borsa un normale pacchetto di fazzoletti di carta , si asciuga il viso , poi ancora rossa per l’alternanza di sensazioni beve il suo vino quasi d’un fiato.

“Mi prenderai per pazza, ne sono sicura” piccoli passi, dal non voler parlare al darmi del tu sono passati meno di dieci minuti  ” Scusami, veramente , per tutto , credo di avere difficoltà a gestire le emozioni in questo periodo”

” Ok tesoro, si , si vede… ” e iniziamo a ridere entrambe .

Beviamo il primo bicchiere e ne ordiniamo un altro, non si parla di carte , non si parla di problemi , è un aperitivo.

Devo scappare, la cena, i figli ,l’uomo e  la champions , e poi si , voglio rilassarmi un po’ anche io.

Prima di salutarci , mi dice ” Ci vediamo domani alle 16 ? Sta volta non scappo , promesso .” Poi fila via , correndo sui tacchi , sotto la pioggia,  come se fosse la cosa più naturale del mondo .

 L’INCONTRO.

Il mattino è fatto di routine.

La sveglia, il piumone caldo che non vorrei lasciare, le ciabatte che sono sempre troppo lontane dal letto , mia figlia addormentata tra di noi , mi avvicino annuso la sua pelle profumata di buono , le do un bacio , osservo le somiglianze , è tutta suo padre .. , prendo il cellulare sul comodino e faticosamente abbandono questo momento.

Esco dalla camera , attenta a non fare rumore , passi delicati sul pavimento del corridoio.

Chiudo la porta della camera di mio figlio, ormai è grande e si sveglierebbe se mi avvicinassi per baciarlo , so che tra qualche anno i miei baci non saranno più una necessità per lui e già ne sento la mancanza.

Metto su il caffè, fuori piove ancora , ancora pioggia sottile , fastidiosa più della pioggia abbondante.

Oggi ho l’incontro con LEI , e sono curiosa e emozionata.

Decido di abbandonare la tuta e vestirmi in modo più formale, sarà contenta la mia assistente , mi dice in continuazione che sono troppo poco attenta a me stessa.

Voglio esagerare… mi trucco, una cosa che ormai faccio solo per andare fuori .

Primi movimenti dalle camere da letto, la quiete è finita.

Biberon pronto , biscotti e latte al cacao pronti , succo di frutta caffè e fette biscottate pronti , si parte , va in scena la quotidiana corsa contro il tempo.

Ricevo tre baci del buongiorno, tre sorrisi e anche una pacca sul sedere , accompagnata da un “ Come sei bella oggi amore “.

Mi spiace un po’ essere stata poco femminile negli ultimi mesi , ma ho avuto tanto a cui pensare, ora è il momento di riprendere in mano la mia naturale sensualità e assecondarla.

Usciamo tutti insieme ,ognuno con la propria destinazione , ci rivedremo questa sera .

Vado in ufficio , ho una giornata piena.

La mattina scivola via malinconica come il tempo , credo di aver beccato l’influenza, pranzo alla scrivania , caffè e sigaretta al bar all’angolo e si riparte.

Un consulto telefonico che dura più del previsto, la mia assistente bussa e fa capolino dalla porta per avvisarmi che LEI è qui.. dovrà aspettare qualche minuto.

Eccoci, finalmente la mia curiosità sarà sanata.

Vado ad accoglierla , sempre bella , gonna al ginocchio, giacca avvitata , camicia bianca a pois neri , scarpe ovviamente col tacco nere profilate di bianco .

Questa donna ha un gusto eccezionale per le scarpe.

“Ciao, bentrovata.. sei pronta?”

Sembra sempre intimorita , ma non da me , piuttosto da quello che l’ha portata qui , si alza , mi abbraccia, come fossimo vecchie amiche .

La cosa mi fa piacere, l’apertura fisica è sintomo di apertura al dialogo.

Ci spostiamo nel mio ufficio.

Ci sediamo entrambe.

Comode sulle nostre poltrone.

Le spiego un attimo come funzionano le carte , le dico che mi indicano la via , ma che non sono una guaritrice , se ci sono dei problemi risolvibili bisogna che sia lei a mettere in pratica i cambiamenti.

Annuisce speranzosa.

Le chiedo la data di nascita, sembra più giovane dei suoi 39 anni , è dei Pesci , uno dei segni più emotivi dello zodiaco , e ieri me ne ha dato prova.

Inizia il rituale “ Concentrati bene , io inizio a mescolare le carte , quando ti senti pronta dammi uno stop .”

“ Stop.”

Divido il mazzo in tre parti .

“ Destra, sinistra o centro? “

“ Sinistra “

Una scelta non casuale , sinistra è la parte dove risiede il cuore , il luogo in cui riponiamo i sentimenti.

Posiziono le carte.

Imperatrice capovolta , l’appeso sul matto , la giustizia , la torre , la luna, le stelle…

Mano a mano che le vedo capisco già la situazione.

La guardo , è tesa.

Non so praticamente nulla di lei, ma so che sta soffrendo molto, che sta vivendo un grosso disagio , è reduce da una separazione o un divorzio turbolento.

Tante chiacchiere e pettegolezzi che fanno male.

Le dico ciò che le carte raccontano , e vedo i suoi occhi riempirsi di nuovo di lacrime.

Si fa forza , e inizia a raccontare.

“ Vengo da una famiglia molto agiata, sono cresciuta nel benessere, viziata e coccolata.

Sono figlia unica.

Non mai avuto problemi, scuole private, amici della mia cerchia , lezioni di piano e equitazione, vacanze all’estero, al mare e in montagna.

Ho studiato legge, mi sono laureata in tempi brevi e col massimo dei voti , subito dopo la laurea un amico di mio padre mi ha trovato un buon lavoro nello studio del suo avvocato.

Ho avuto poche relazioni, quasi sempre con persone che conoscevo da sempre , il compagno di classe del liceo , l’istruttore di tennis del circolo , un collega al secondo anno di università e un paio di flirt all’estero in vacanza.

Nello studio dove lavoravo ho conosciuto Massimiliano , il figlio dell’avvocato, giornalista per una testata nazionale.. ci siamo piaciuti subito e col benestare di entrambe le famiglie dopo due anni ci siamo sposati.

Una vita serena e piena di agio.”

Mentre parla sembra un automa, non esprime sentimenti , come se fosse la vita di un’altra persona , come se fosse una vita fatta di vuoto.

“ Non ho mai vissuto altro , sono sempre stata la figlia modello , la studentessa più brava , l’atleta con più medaglie, non ho mai sbagliato o deluso gli altri .

Il mio matrimonio era altrettanto perfetto, una bella casa , rispetto e educazione , la domenica i pranzi in famiglia al lago , Natale in montagna e gli aperitivi in centro.

Poi abbiamo iniziato a pensare a un figlio, più che altro perché non c’era un’occasione in cui i suoi o i miei genitori non ci facessero notare che “ ormai è ora “ , io non sentivo questa necessità , ma rientrava nella linearità della mia vita.

Questo figlio tardava a venire , e iniziava a essere un problema.

Io iniziavo a sentirmi un problema.

Ho avuto dei veri picchi  d’ansia , così sono andata in analisi.”

Io ascolto, capisco che le carte le hanno dato incoraggiamento, sembra un fiume in piena , ma sempre poco partecipe nel racconto.

Fino a quando non inizia a parlare dell’analisi, lì cambia , arrossisce , abbassa lo sguardo e si tortura le mani strofinandole tra di loro.

“Ok , non c’è nulla di male nel vivere una vita serena e agiata , e soprattutto non devi vergognarti di esserti sentita in difficoltà, in fondo è stato il primo problema che hai dovuto affrontare in tutta la tua vita , è normale non saper reagire in queste circostanze e faticare per uscirne , lascia che faccia di nuovo le carte prima di aggiungere altro, come prima , dammi uno stop quando ti senti pronta.”

“Stop.”

“Destra, sinistra, centro?”

“Sinistra “

Di nuovo la sfera emotiva.

Dispongo le carte e non credo ai miei occhi, sono anni che faccio questo lavoro e non ho pregiudizi ma ho difficoltà a credere a quello che vedo.

Capisco la sua titubanza e il rossore sul suo viso , non posso permettere che mi veda sorpresa, si sentirebbe giudicata e non è mia intenzione.

Osservo bene le carte , poi le sorrido.

“Hai fatto una buona scelta…anche se ti è costata molto, lei ti ama veramente.”

Sobbalza sulla poltrona e sembra viva come non mai , paonazza in viso e con la bocca aperta per lo stupore.

“ Come hai fatto? Non ci posso credere , io non ci credo..”

Sembra veramente scossa.

Allungo il braccio verso di lei e appoggio la mia mano sulle sue , strette tra di loro .

“Stai tranquilla, sono le carte che mi parlano di te , non devi temere, è tutto ok.”

Sorrido di nuovo.

Si fida di nuovo.

I suoi occhi sembrano finalmente vivi.

“Fai un bel respiro .”

Le verso un bicchiere d’acqua, anche se penso che le servirebbe un whisky.

E forse non farebbe male nemmeno a me.

Le sue mani tremano , ma prende il bicchiere e ne beve un po’.

“Tranquilla, ci sono io , e non hai nulla di cui temere .”

Prendo dalla borsa le sigarette e glie ne porgo una , non dovrei farlo , ma credo che serva.

Ne accendiamo una ciascuna e mentre il fumo riempie il mio ufficio la tensione scende.

Si fida di nuovo , anzi si fida di più.

“ Credevo fossi una ciarlatana, un po’ più simpatica rispetto ad altri ma sempre una ciarlatana.. mi spiace aver dubitato di te.”

“ È una cosa molto comune , come è comune fare le corna al proprio marito “

E iniziamo a ridere tutte e due.

Riprendo il mio lavoro.

“Hai una relazione con la tua terapeuta , inizialmente era clandestina , poi una donna l’ha resa pubblica, non è stata lei , ma qualcuno di più vicino a te , una donna più anziana , questa cosa ti ha creato molti problemi , ci sono state tante chiacchiere , problemi in famiglia e anche nell’ambiente lavorativo.”

Si sente sollevata.

Parlarne ora è più facile.

“Si , ho una relazione con Anna , sono lesbica.”

Finalmente la fierezza che mi aveva colpito in lei vince sulla vergogna e sulla paura.

“ Anna è stata la mia analista , ma il nostro rapporto medico/paziente è durato solo qualche mese , è stata molto corretta , non voleva che io mi sentissi a disagio o peggio che la cosa diventasse un problema per la sua carriera.

Io non avevo capito , come avrei potuto? A me le donne non erano mai piaciute , non pensavo potesse accadere.

Mi sentivo a mio agio con lei , tanto da voler passare più tempo di quanto ne occorresse nel suo studio, cercavo sempre un modo per passare a fare un saluto.

Credevo fosse gratitudine o l’inizio di una bella amicizia.

Lei declinava i miei inviti , cercava di rimanere nel suo ruolo, però era sempre molto felice nel vedermi.

Una sera ci siamo incontrate a una festa , mio marito era rimasto a casa con l’influenza, io ero con degli amici e anche lei , abbiamo parlato tutta la sera , poi mi ha proposto di andare insieme in una pasticceria aperta tutta la notte dove fanno dei dolci fantastici prima di rincasare.

Io sono molto golosa così ho accettato.

Mentre mi accompagnava a casa mi ha detto di essere gay , e io non ho trovato nulla da obiettare, ho girato il mondo , ho frequentato salotti importanti , non sono mica omofobica , però questa sua confidenza mi rendeva strana.

Arrivate sotto casa mia , nel momento dei saluti , non lo so cosa sia successo.. l’ho baciata , e non in bacio veloce , una cosa travolgente che io non avevo mai provato in vita mia.

Io , la brava ragazza , la moglie perfetta che bacia di sua iniziativa una donna in macchina alle due di notte mentre il marito è a letto con l’influenza.

Mi ha fermata lei , mi ha detto che forse era meglio interrompere e andare a dormire.

E così ho fatto, ho preso i miei dolci dal sedile posteriore e sono andata da mio marito.”

Questa volta non riesco a trattenere lo stupore  e se ne accorge , sorride maliziosa , civettuola .

“ Non credevi fossi capace di tanto vero?”

“ Io Tesoro resto di stucco , ma in senso positivo, probabilmente è stata la prima volta che hai agito d’istinto e hai fatto la cosa giusta .”

Accende un’altra sigaretta.

E prosegue.

“Sono andata a casa , ho controllato che mio marito dormisse, ho preso i dolci comperati con lei , le sigarette e mi sono seduta sul divano in balcone, al secondo morso alla crema l’ho chiamata , ero innamorata per la prima volta in vita mia e volevo che lei lo sapesse.

È iniziata una relazione telefonica , perché ovviamente lei non mi ha più voluta come paziente , ha trovato per me un collega che potesse seguirmi, ma non ci sono mai andata , io ero innamorata e tutto era risolto , il fatto di non riuscire ad avere un figlio non era più un problema, ora ero sicura di non volerlo un figlio, tanto meno da un uomo che non amavo.

Dopo un paio di settimane abbiamo deciso di incontrarci , io ero così curiosa di capire , di scoprire , non sentivo nessun rimorso , non avevo paura , ero solo felice.

Senza scendere nei dettagli, ti dico che è stato fantastico .”

“Ti credo, da come ne parli .. sei entusiasta.”

“ Si , lo sono.. di lei , di me , di noi insomma.. però la mia vita è andata a rotoli.

Mio marito è andato fuori per lavoro due settimane, e noi abbiamo approfittato per passare del tempo insieme.

La domenica mattina della prima settimana, io ovviamente con il telefono spento, mi sveglio con mia suocera che urla come una pazza in camera da letto.

Provava a chiamarmi perché le servivano le chiavi della casa al lago , e visto che non rispondevo al telefono mio Marito la aveva pregata di passare a vedere se fosse tutto in ordine.”

“ Complimenti.. la tua storia è più ricca di colpi di scena di una soap .

Immagino non sia stato un bel momento, ma ormai è acqua passata, tu e tuo marito non state più insieme, perché sei qui? Cosa vuoi sapere?”

È di nuovo tesa ,abbassa gli occhi , gioca nervosamente con il mio accendino.

Ma ormai si fida.

“ Io voglio sapere se ho fatto la cosa giusta .”

Sembra una bambina , mi ricorda mia figlia quando gioca con le formine colorate e cerca il mio consenso.

Mi viene voglia di abbracciarla , ma non lo faccio.

Allungo di nuovo le braccia, cercando le sue mani.

Sono gelide , le stringo.

“ A prescindere da quello che le carte mi diranno , e di questo sono sicura, hai vissuto la maggior parte della tua vita assecondando gli altri, è ora di essere felice e questo potrà accadere solo quando ascolterai te stessa .

Vivere la vita degli altri non è mai la soluzione.

Hai fatto la scelta giusta e qualsiasi cosa ci sarà nel tuo futuro la affronterai con le tue forze , con le tue paure , con il tuo metodo.

Vuoi che faccia un’altro giro di carte per vedere cosa ti porterà il futuro?”

LEI mi guarda in silenzio, sorride , poi scrollando la testa dice qualcosa di tanto semplice da sembrare folle , “ No, grazie.. finora ho sempre saputo cosa sarebbe successo nella mia vita , ho seguito passo passo il percorso lineare prestabilito, credo sia giusto aprirmi  alla vita e smettere di assecondarla.

D’ora in poi ogni cosa sarà un dono e come tale lo vivrò.

Avevo solo bisogno che qualcuno credesse in me , tu lo hai fatto.”

Raccoglie la sua borsa dal pavimento, si alza , mi abbraccia e esce.

Sento che parla con la mia assistente nella stanza accanto.

Poi il rumore del portone che sbatte e LEI è già lontana.

Prendo una sigaretta, la accendo, mi avvicino alla finestra , la pioggia sottile rende tutto malinconico, anche questo incontro.

La vedo in strada , alza gli occhi, sorride fiera , fa un cenno con la mano e come la sera prima fila via , correndo sui tacchi , sotto la pioggia,  come se fosse la cosa più naturale del mondo .


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