Maledette malelingue

Siete mai stati in attesa di un bambino fuori delle scuole?

Avete mai notato la fauna di genitori/nonni/zii che sosta difronte ai cancelli?

Io sono mamma.

Da anni (e per molti anni ancora) quotidianamente mi trovo ad osservare le dinamiche delle attese fuori dalla scuola.

Ci sono le mamme sprint, che arrivano di fretta dal lavoro con il cellulare all’orecchio e la macchina carica di buste della spesa.

Ci sono le mamme fighe, loro sono sul luogo dieci minuti prima della campanella , tacco e borsa sempre diversi e sempre straordinariamente abbinati, capelli in ordine e fanno comunella solo tra mamme fighe, convinte di essere sempre un po’ più fighe delle altre.

Ci sono le casalinghe, arrivano a piedi, col cane al guinzaglio, in jeans o tuta e fanno due chiacchiere con tutti ( anche le mamme fighe si rivolgono a loro per consigli culinari o informazioni riguardanti le attività exstrascolastiche).

Ci sono gli zii, spaesati come se fossero stati catapultati in un mondo alieno ma pieno di curiosità da scoprire.

Ci sono i padri, pochi a dire il vero, divisi in due categorie, il maschio medio che parla di calcio motori e bricolage (lasciandosi andare a imprecazioni di vario tipo),

il padre super che parla all’auricolare di incontri di lavoro-politica estera-viaggi passati o futuri.

Ci sono le mamme straniere , sempre sorridenti e sempre unite tra loro, difficilmente le altre mamme scambiano due parole con loro, ma se ne fottono altamente.

Ci sono i nonni, un po’ spazientiti dall’attesa , restano in macchina col motore acceso e la radio a volume alto sul giornale radio o le gare di ciclismo.

E poi ci sono le mamme strane.

Sono quelle mamme che non fanno comunella con nessuno, restano in macchina per non dover necessariamente parlare con le altre, non si interessano alle dispute sui protagonisti della recita di Natale ( “mio figlio non può fare il pastore , dovrebbe avere un ruolo più importante”), non sono interessate a diventare amiche delle altre perché di amiche ne hanno già , non vedono i propri figli come “esseri superiori “ alla media e sono spesso oggetto delle chiacchiere maligne delle altre mamme.

Per tanto tempo ho fatto parte delle mamme strane.

La provincia è fatta di belle case tutte uguali, con il giardino curato e la messa della domenica, io vivo in un appartamento con due gatti, due figli da due uomini diversi, ho due piante morte sul balcone, le braccia tatuate e faccio un lavoro che desta sospetto.

Un po’ per indole un po’ per divertimento sono la pecora nera.

Sono stata una mamma strana fino a quando mio figlio non è diventato la punta di diamante della squadra di calcio.

Fino a quando per il suo compleanno non ho organizziato una festa in cui tutti i bambini e chi li accompagnava si sono divertiti, fino a quando non hanno capito che ero una mamma normale nella mia vita singolare.

Da settembre c’è una nuova mamma strana.

L’ho osservata per settimane.

Più o meno ha la mia età, è bella e in forma, ma non è artefatta.. lo è in modo naturale, veste casual, ha spesso un giubbino in pelle e le unghie dipinte di nero.

Fuma e porta sempre gli occhiali da sole.

Sorride alla figlia quando la vede scendere le scale e insieme salgono su una macchina sgangherata e piena di ammaccature.

Le mamme fighe la odiano , avrebbe la bellezza per entrare nel loro club ma di certo non l’eleganza.

I padri di entrambe le fazioni vorrebbero avvicinarla ma temono le chiacchiere, si limitano a guardarle il culo e commentare tra di loro.

Le casalinghe non la vedono proprio, non hanno argomenti di conversazione con quella li.

Qui tutti conoscono tutti, anche se nessuno si conosce davvero.

La nuova mamma strana è separata e ha un’altra figlia più grande.

Le chiacchiere su di lei sono molteplici e poco carine.

È sempre stata additata come “ facile “ e questo suo comportamento ha influenzato la figlia maggiore ( dicono!! ).

Il marito se ne è andato e sarà per colpa sua ( dicono!!) , è stata con un sacco di uomini ( dicono!! ), tutti raccontano di quella volta che quasi ci stava con quello o quell’altro.

È una mamma strana , una cattiva mamma, sicuramente non brava come noi.

La sua storia ha fatto il giro di mille bocche, io l’ho sentita dal parrucchiere, odio andarci , è un ambiente dove si spettegola tutto il giorno, odio i pettegolezzi e i pettegoli, ne sono stata vittima per anni, conosco la modalità infamante delle chiacchiere di paese , nascono da un fatto supposto e crescono aggiungendo particolari che non esistono a una storia che molto spesso è dolorosa intima e già di per se complicata.

Io non credo mai ai pettegolezzi, sono abituata a parlare con le persone e a parlarci di cose delicate.

Sono consapevole che la verità la conosce solo il protagonista della storia.

L’ho avvicinata un mese dopo l’inizio della scuola le ho chiesto da accendere, non era la sua presunta situazione di infedeltà a incuriosirmi , ma quella sorta di fierezza che ostentava, come a dire al mondo intero “ me ne sbatto di voi e delle vostre sentenze, non siete voi a evitarmi, sono io che vi tengo lontani.”

Un’altra ME!!!

Abbiamo parlato del più e del meno per qualche settimana, poi un giorno l’ho invitata per un caffè.

“ Volentieri, però ad una condizione, che questo caffè venga preso in pubblico, così oltre che puttana diranno di me che sono una strega.. non sono l’unica di cui si parla e deve difendersi dal mondo giusto?? E credo che anche a te piaccia difenderti con sfacciataggine “

Un’altra ME!!!

Non avevo dubbi.

Da un caffè a un’altro, da due chiacchiere al parco a un aperitivo, è nata una complicità fatta di ironica comprensione.

“ Destra , sinistra o centro?”

Frase di rito per gesti rituali, le mie carte, io e la persona che ho di fronte.

Situazione complicata ma in via di risoluzione.

Il Papa, il Diavolo, la Luna, lui aveva un’altra , una relazione peccaminosa, piena di inganni e sotterfugi, una relazione che ha portato un’atmosfera sinistra nella vita di lei.

Ovviamente ogni tradimento lo fa, ma qui le cose sembrano più complicate.

Non è una lettura normale, lei è mia amica e mi chiede un giro di carte durante un caffè a casa mia.

È scettica come lo sono in molti ma la curiosità è femmina e vuole provare.

Ha un’udienza in tribunale il mese prossimo e le serve coraggio per affrontarla.

Continuo nella lettura.

Le Stelle, la Temperanza, la Morte.

Il cielo è dalla sua parte , ma deve stare tranquilla e giocare d’astuzia per arrivare al suo obiettivo e rinascere.

Si agita sulla sedia, accende una sigaretta dietro l’altra e poi mi ferma.

“ Aurora, tu lo sai che non credo molto in questa cosa, ma ho bisogno di sentire il tuo parere, sei una donna forte e il tuo punto di vista mi interessa molto.”

E inizia a raccontare.

Niente è mai come viene raccontato.

Niente è mai semplice come gli altri pensano.

Suo marito, un uomo più grande, con il portafogli pieno e un grande ego l’ha sposata per la sua bellezza, per quello che poteva aggiungere al suo status di maschio importante.

Un buon lavoro, una bella casa, una macchina veloce, una giovane e bella moglie da esibire.

Hanno avuto due figlie, le vacanze in Sardegna, i vestiti firmati e le cene di gala.

Ha sempre avuto delle storielle e lei ci è sempre passata sopra, ma l’ultima volta no.

Lo schifoso aveva iniziato a frequentare una ragazzina.

La sorella maggiore dell’amica del cuore di sua figlia.

Non aveva nemmeno 18 anni.

Questa cosa non poteva sopportarla.

Aveva letto delle conversazioni inequivocabili sul cellulare di lui.

Lo aveva affrontato e dopo una lite furiosa era andata via di casa con le figlie.

Senza un soldo, senza una casa, senza nulla.

Ma l’astuto bastardo aveva messo in moto una macchina denigratoria per uscirne pulito.

“ Aveva un’amante, non è mai stata una brava moglie, sta facendo diventare le bambine delle troiette come lei, non posso permettere che crescano così, devo averle io per farle rigare dritte.”

Cazzo che storia!

Nemmeno su Beautiful si vedono situazioni del genere.

Mi spiega la situazione con un’angoscia nella voce che raramente dimenticherò.

Il suo avvocato non può molto di fronte al potere di lui.

È rassegnata a perdere le figlie ma vuole godersi ogni momento che resta in loro compagnia.

Avrebbe delle foto di conversazioni da mostrare come prova ma non vuole usarle in tribunale, non vuole fare a quella ragazza ciò che è stato fatto a lei, la gogna cittadina è sempre pronta a smembrare la vita altrui, è troppo giovane per sopportare una cosa simile.

Èh no cara mia…

Dimentica il tuo buon cuore, qui si parla dei tuoi figli, devi lottare, anche a costo di passare sopra qualche testa.

Ho un‘ illuminazione.

“ Lui sa delle foto che tu hai?”

Non sa niente.

Prendo il telefono e faccio una telefonata.

Chiamo il mio avvocato, un rampante figlio di puttana con più pelo sullo stomaco che sulle gambe.

Gli spiego a grandi linee la situazione.

La sua sadica risposta mi rincuora “Vieni con lei domani alle 11, questo lo facciamo piangere.”

La mamma strana è diventata una mamma figa.

Almeno nell’aspetto e nella scala sociale.

Ha sempre le unghie dipinte di nero e il giubbino in pelle, ma ha un nuovo suv accessoriato, una casa di cui non deve pagare l’affitto e un bel conto in banca in cui ogni mese viene versato un generoso assegno.

Non sto a raccontarvi il nostro incontro con l’avvocato, tantomeno quello che il suddetto ha avuto con la controparte.

Anche se sarebbe stato bello sputtanarlo non è stato necessario, la minaccia è stata sufficiente, rischiava la galera, rischiava la reputazione, rischiava tutto.

Ha ceduto quasi subito, senza troppe repliche.

“Destra, sinistra o centro?”

Frase di rito per gesti rituali, le mie carte, io e la persona che ho di fronte.

La Forza, Il Sole, il Giudizio, il Mondo, gli Amanti.

La situazione è cambiata notevolmente.

La Forza bruta è stata vinta dal l’intelligenza, dall’astuzia, la strada ora è libera da intoppi non c’è nessun pericolo all’orizzonte la resa dei conti è arrivata, il successo e un nuovo amore sono a portata di mano.

“ Sai che continuo a essere scettica, ma ti ho ascoltata una volta e mi hai cambiato la vita, non posso fare a meno di seguire i tuoi consigli, credo che inizierò a uscire più spesso e a lasciarmi andare.”

Brava ragazza, il peggio è passato e ne sei uscita vincitrice, non perdere di vista il tuo obiettivo, la felicità è più vicina di quanto credi.

Poco importa se per tutti la peccatrice sei tu, pochi ricorderanno le tue colpe o le tue vittorie, ma tu puoi e meriti il meglio.

Più una calunnia è inverosimile, meglio la ricordano gli altri.

(Casimir Delavigne)

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