Nel cuore nell’anima

A me la primavera piace, ma mi disturba non poco.

I repentini cambi di tempo e temperature destabilizzano il mio bioritmo e i miei umori.

Sole, pioggia, vento, sole, caldo, freddo, tiepido, pioggia, sole…divento matta e il mio stato d’animo è bizzoso come il meteo.

Negli anni ormai i miei collaboratori hanno imparato a conoscermi e non vedono più questa cosa come segno di pazzia.

Per questo non fanno caso al mio aspetto bizzarro in questa stagione.

Mi sono svegliata stamani ancor più stanca di quando sono andata a letto , come se avessi dormito per qualcun’altro!!

Il lavoro mi fagocita, telefonate e consulti si susseguono, arrivo all’ora di pranzo senza quasi accorgermene.

Cercando sul l’agenda l’ultima visita del dentista ( risalente a diversi mesi fa ) mi accorgo che da un po’ non ho notizie di Marisa.

Marisa è una donna speciale, non perché brilli di una qualche dote particolare, ma perché ha sempre messo a disposizione se stessa per gli altri.

È una persona generosa che ha sempre sacrificato il suo benessere per assecondare quello degli altri.

Potremmo definirla sottomissione la sua, ma non è così, la sua abnegazione è stata fonte di grande soddisfazione e pace interiore, anche se ha ingoiato rospi amarissimi.

Non ha mai avuto rimpianti.

È cresciuta in orfanotrofio, dove si è sempre occupata dei bambini più piccoli e disagiati, ha studiato dalle suore, è diventata infermiera, ha collaborato con associazioni di volontariato.

Si è sposata giovanissima con un uomo autoritario che ha fatto carriera in Aeronautica Militare fino a diventare Generale.

Ha avuto due figli , si è dedicata totalmente alla loro crescita alla loro educazione,  è stata una madre esemplare e una moglie devota.

Il suo rapporto col marito è sempre stato di subordinazione, scandito da regole e orari precisi.

Ha sopportato stoicamente i tradimenti continui e e le regole dell’etichetta di un mondo ormai desueto per cui anche fumare in pubblico era segno di malcostume.

Si è presa cura dei suoceri , viziati e incontentabili che l’hanno sempre trattata come l’orfanella pietosa, non all’altezza del figlio e del suo stato sociale.

Ha ingoiato.

Per una vita intera.

Il suo unico vizio è sempre stato la cartomanzia, alla scuola per infermieri la caposala le aveva trasmesso la passione e nei turni più leggeri si divertivano a sognare il futuro nelle carte.

È stata una delle prime clienti che ho avuto, ci conosciamo da quasi vent’anni.

Le sue domande sono sempre state per gli altri.

I miei figli saranno felici?

I miei suoceri torneranno in salute?

Mio marito avrà la promozione?

La raccolta benefica avrà successo?

E così via…

Nell’ultimo periodo in cui ci siamo sentite il marito era malato, aveva avuto un ictus e lei era molto provata, la comandava a bacchetta e si imbestialiva per ogni piccolezza.

Lei giustificava il suo comportamento dicendo che “ è un uomo malato, non si rende conto di quello che fa.”

Io ho sempre creduto che fosse solo uno stronzo che invecchiando e ammalandosi era semplicemente diventato più stronzo.

Mai un grazie, mai un gesto di tenerezza o di gratitudine.

Per lui era scontato che lei facesse , sopportasse e non chiedesse altro, come lo era per lei.

Adesso la chiamo.

“ Marisa, ciao, come stai? È un po’ che non ti sento, è tutto apposto??”

Lei dolce e gioiosa come sempre, mi aggiorna sugli ultimi mesi appena trascorsi.

I ragazzi stanno bene, i nipoti ormai sono adolescenti e sono molto impegnati, non danno problemi ma hanno poco tempo da dedicare alla nonna, l’associazione di volontariato ha ricevuto encomi e cresce , parla di tutto ma non del Generale.

Strana questa cosa, ma non faccio domande.

Mi racconta che ha fatto un viaggetto col figlio maggiore e la famiglia, sono stati in Africa, hanno visitato la scuola costruita con i fondi donati all’associazione, la descrive come un’autentica lezione di vita, vedere la gratitudine di questi bambini e ancor più quella delle loro famiglie l’ha riempita di gioia e di voglia di fare.

Ancora nulla sul Generale.

Mi dice che la nipote maggiore si sta preparando per i test d’ingresso a medicina e che il piccolo invece ha vinto l’ennesima gara di atletica.

È fiera dei figli che sono bravi genitori e ottimi esempi da seguire.

Le dico che è merito suo, che ha cresciuto lei questi uomini esemplari, ma lei minimizza come sempre “Sono stata fortunata con loro, sono stati sempre bravi.”

Nessun figlio è bravo, cresce con l’esempio, con gli insegnamenti che gli vengono impartiti.

È anche merito suo, ma non vuole riconoscimenti, è stato normale per lei aiutarli a diventare delle brave persone.

A questo punto chiedo.

“ E tuo marito come sta?”

Un attimo di esitazione poi la risposta.

“ Stazionario, ha avuto un’altra toccatina, adesso è infermo e non parla più, una condizione straziante per lui che è sempre stato un uomo iperattivo.

Adesso devo andare Aurora, grazie per la telefonata, appena posso ti vengo a trovare.”

E riaggancia.

Mi dispiace per lei, probabilmente è una situazione difficile da gestire, sarà angosciata per il marito e la sua situazione di disagio.

La giornata continua.

Impegni lavorativi e familiari.

Esco alle 12, rientro alle 14 .

Ho fatto la spesa e portato mio figlio da un compagno di calcio, hanno la partita oggi e vogliono godersi il pomeriggio insieme.

La mamma del suo amico me lo riporterà dopo cena.

Mentre sto sistemando delle vecchie fatture la mia assistente bussa alla porta.

“ C’è una visita per te.”

Marisa entra in ufficio con un vassoio enorme, senza nemmeno poggiarlo si avvicina e mi da un bacio sulla guancia.

È felice di vedermi, ha fatto un dolcetto per i bimbi “ che saranno cresciuti dall’ultima volta che li ho visti “ , è venuta per scusarsi mi dice.

La faccio accomodare , le chiedo se vuole un caffè ma ha poco tempo e non vuole perderlo in convenevoli, rifiuta il caffè.

“ Aurora, io ti chiedo scusa per averti liquidato stamani in malo modo, è che sono un po’ in imbarazzo, il Generale sta male ma non è quello che mi ha fatto essere sfuggente con te. Tu lo sai che per me lui è sempre stato l’unico, nonostante sia stato un pessimo marito , un donnaiolo incallito e oltretutto anche poco attento a nasconderlo, io non volevo parlarne perché mi vergogno un po’ della situazione attuale.

Prima dell’ultimo ictus il Generale credendo di morire mi ha confessato di avere un’altro figlio, di 25 anni, e che per non farmi soffrire non aveva mai preso contatti con lui, credeva di farmi felice con un ultimo gesto…confessandomi di essere stato un uomo orribile, non tanto per il tradimento a cui sono abituata, ma questo povero ragazzo che colpe ha ??.

Io non glielo ho perdonato…gli ho detto chiaro e tondo tutto quello che pensavo di lui, tutti i comportamenti anaffettivi che ha avuto non tanto con me ma con i nostri figli, mi sono liberata di quarant’anni di vita in un momento, e lui si è sentito male.

Immagini il mio senso di colpa? È stata un’illuminazione , ho capito che non avrei dovuto abbozzare sempre , ora sono imbestialita con lui e lo rimprovero tutti i giorni, non lo tratto male, non gli faccio mancare nulla, però lo sgrido, e gli dico che è sempre stata una persona arida, tanto non può rispondermi, dunque mi sfogo.

Però mi vergogno tanto di farlo, mi sembra di essere cattiva , mi sembra di fare una cosa che non mi appartiene.

Per ripagare a questo torto ho deciso di cercare questo ragazzo e l’ho trovato, è un giovanotto così carino, lavoricchia, studia arte, io lo vorrei aiutare, ma vedi ho un po’ paura della reazione dei miei ragazzi, perché ovviamente voglio che loro sappiano questa cosa, ho solo bisogno di capire se debbo aspettare che il Generale se ne vada prima.

Ti va di dare un’occhiata alle carte e vedere che dicono?”

Cavolo che situazione, ma soprattutto cavolo che donna…cioè, lei , cornuta e mazziata si preoccupa del benessere del figlio illegittimo di quello stronzo dispotico del marito.

Un cuore grande può contenere amore a sufficienza per sfamare il mondo.

“Destra, sinistra o centro?”

Con gli occhi lucidi ci congediamo, un grande abbraccio e due cuori vicini.

Il suo sempre più grande e rinvigorito da nuove promesse d’amore, il mio gonfio di ammirazione , c’è sempre da imparare dalle donne e io oggi ho imparato molto.

Nelle carte c’è tutto e non posso indorare la pillola con Marisa , lei le conosce da prima di me , il Generale verrà a mancare , i suoi figli tra lo sgomento capiranno la situazione , sono stati cresciuti da una donna che ama indistintamente , il figlio illegittimo del Generale faticherà un po’ ma poi si lascerà conquistare da questa famiglia dal cuore senza confini.

Marisa continuerà ad essere la mamma del mondo perché questo è il ruolo che lei ha nel mondo.

Avrei voluto dirle di più e soprattutto avrei voluto che avesse iniziato prima a ribellarsi, ma le sue parole di commiato risuonano ancora nella mia testa.

“ Vedi Aurora , io sono sempre stata grata della mia vita , nelle mie sfortune ho avuto sempre un’ancora di salvezza, la certezza che aiutare qualcuno avrebbe fatto la differenza , se nessuno ti aiuta e ti lascia alla deriva non potrai mai salvarti e se non ti salverai non potrai mai fare nulla per nessun’altro.

Tutti abbiamo prima o poi bisogno di una mano e tutti possiamo prima o poi aiutare un’altro essere umano.

La mia felicità è dare agli altri la possibilità di fare nella vita anche solo un gesto di altruismo.”

Oggi ho il cuore gonfio di umanità e spero che persone come Marisa non smettano mai di esserci.

Il mondo ha bisogno di compassione.

Il mondo ha bisogno di umanità.

Il mondo ha bisogno di tutti noi.

Non c’è esercizio migliore per il cuore che abbassarsi e sollevare gli altri.

(John Holmes)

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