Nuova ossessione

Se doveste scegliere quale difetto eliminare dall’essere umano quale scegliereste?

Io ci ho pensato a lungo.

Sono stata in bilico più volte tra più scelte.

Ho sempre odiato profondamente gli ignavi , coloro che non scelgono mai da quale parte stare , le persone che non prendono mai una posizione per non scontentare nessuno o perché semplicemente non hanno una propria idea.

Cazzo ma come fate a non dire mai la vostra?

Mi fa saltare i nervi l’idea che certi individui non sentano la necessità di esprimere un parere , uno solo , su un qualsiasi argomento , su una qualsiasi questione.

Però trovo sempre una scusa per giustificarli.

L’arroganza mi infastidisce molto.

Ma nemmeno questa poteva essere la mia scelta.

Gli arroganti sono soltanto degli insicuri e vanno trattati come tali .

I bugiardi mi fanno tenerezza perché più che mentire agli altri mentono a se stessi, costruiscono fandonie elaborate per cercare di sopravvivere a una mediocrità assordante.

Il peggior difetto dell’essere umano per me è l’egoismo.

Non esiste un sano egoismo, già la parola è fastidiosa , chiamiamolo amor proprio ma è un’altra cosa.

L’egoismo è egoismo e non ha lati positivi.

Un’egoista non sarà mai un buon compagno di vita , un buon amico, un buon datore di lavoro, un buon genitore… non riuscirà mai a spostare l’attenzione dai suoi bisogni dalle sue esigenze  a quelle degli altri.

Rapporterà tutto a se stesso.

Odio gli egoisti.

Sono quelli che se ci parli difendono a spada tratta i loro diritti , dimenticando che sono capaci di passare sopra ai diritti degli altri pur di vedere i loro assicurati.

L’egoismo per me è il peggior difetto umano.

Laura è egoista.

Lo è senza vergogna.

Lo è profondamente e sfacciatamente e giustifica ogni sua scelta con la frase “ se non sono felice io non posso rendere felice nessuno.”

Negli anni l’ho vista ferire amici , fidanzati , collaboratori , familiari seguendo sempre lo stesso schema.

Grande entusiasmo iniziale , promesse di crescita , grandi aspettative, scontri , disillusione , noia quotidiana , addio.

Il tutto senza batter ciglio.

Sembra di ghiaccio.

Da due anni vive una relazione altalenante con Alessio.

Lui è un ragazzo adorabile, innamorato fortemente , attento , premuroso , presente.

Non le fa mancare nulla , ma per Laura non è ma abbastanza.

Ha un ex marito che ancora le porta l’auto a fare il tagliando, che le taglia la siepe in giardino quando diventa troppo alta , un ex marito che è stato cornificato e poi mollato per l’istruttore di spinning della palestra dietro casa.

L’istruttore le regala ancora ogni anno l’abbonamento annuale alla palestra pur essendo stato liquidato nel  giro di sei mesi.

È viziata e capricciosa Laura, ma soprattutto è egoista.

Si rende perfettamente conto che sta facendo del male agli altri ma semplicemente non le interessa.

Non le è mai interessato, le importa solo del suo benessere.

Qualche mese fa nel pieno dell’ennesima crisi con Alessio mi chiama per chiedermi un giro di carte veloce , ha conosciuto un uomo al circolo sportivo dove gioca a tennis e sta già mettendo in atto il suo seducente gioco.

La telefonata è veloce , le dico di lasciar perdere perché non ci sono buone carte ma so già che questo non solo non la farò desistere ma la fomenterà ulteriormente.

Sta attenta Lauretta , non tutte le volte si può cadere in piedi.

Potresti andare incontro a una delusione questa volta.

Lascia stare.

Ci salutiamo frettolosamente.

Non le piace essere contraddetta e lei ha già deciso che vuole quell’uomo.

La mia vita va avanti , lavoro casa bimbi amici , così come la vita di tutti , le storie si mischiano , i tempi si dilatano , sento Laura almeno una volta a settimana , non credo si rivolga a me per dei dubbi ma per il semplice piacere di raccontare tutte le sue marachelle , qualche volta non mi chiede nemmeno di guardare i Tarocchi.

Ha una relazione con l’uomo del tennis , è riuscita come sempre a ottenere ciò che vuole.

Non è un bell’uomo , ma ha un bel cervello.

Un cinquantenne sovrappeso con un principio di calvizie , occhi scuri e accento romano.

Gioca bene a tennis nonostante l’età e un fisico poco allenato , fa l’arredatore , ha una moglie da quasi vent’anni e due figli adolescenti.

Si interessa d’arte e di musica e la riempie di attenzioni e di gesti passionali.

È lusingato e anche un po’ sorpreso che una bella ragazza come lei possa averlo scelto.

Si vedono regolarmente già da un paio di mesi.

Alessio non è stato mollato , ma gli fa vivere una vita infernale.

Gongola mentre mi racconta di aver preteso che organizzasse un week per loro due e poi non sia partita perché trovava l’itinerario e la destinazione privi di attrazione.

“ Che uomo banale , un week end in Toscana , tour delle cantine con degustazioni e un agriturismo immerso nel verde.”

Aveva preferito starsene a casa da sola , con una bottiglia di vino e la maschera all’argilla sul viso , dopo aver espresso tutto il suo disappunto e fatto una scenata a quel poveretto.

Le carte continuano a non essere positive.

Eremita su luna.

Lascia stare Lauretta

“Ma dai , mi diverto così tanto.

Sta con quella da così tanto tempo che una botta di vita se la merita.”

Come vuoi tesoro.

Ricordati che il tuo divertimento può essere molto doloroso per qualcun’altro.

Nella confusione che mi circonda non mi sono resa conto che Laura non chiama da un po’.

Aspetto , come sempre , qualcosa succederà.

E succede quando meno te lo aspetti.

È successo che Alessio esasperato ha preso il telefono di Laura e ha letto tutti i messaggi del tennista.

È successo che ha inviato al suo telefono tutta la corrispondenza.

È successo che ha inviato alla moglie del tennista tutta la corrispondenza.

Il tennista è stato buttato fuori di casa e Laura un po’ infastidita lo ha accolto .

Ma Laura è egoista e dopo una settimana non poteva più sopportare quel cinquantenne che russava la notte nel suo letto.

Laura è egoista e dopo una settimana non poteva più sopportare quel cinquantenne che sentiva la mancanza dei suoi figli , che soffriva per averli delusi , che soffriva per qualcuno che non fosse lei.

“ Non mi rendi felice , io così non posso stare , è finita.”

Così il tennista è costretto a tornare a casa , a chiedere perdono , ad ammettere di essere stato sciocco e avventato.

Ma la moglie del tennista non è egoista come Laura , se lo riprende , non senza dolore , non senza paura , non senza umiliazione.

Ma lo riprende.

È pur sempre il padre dei suoi figli , l’amore della sua vita.

Alessio questa volta non vuol saperne di tornare e a Laura questa cosa non piace affatto.

Nemmeno il tennista vuole tornare da lei , nonostante la pressione i continui messaggi lui non cede.

Lauretta , lascia perdere.

Non insistere.

Le mie parole risuonano ancora .

Mi chiama per raccontarmi gli ultimi sviluppi , è innervosita dal rifiuto di entrambi, per lei avere l’uno o l’altro fa poca differenza , continuare a tenerli entrambi per le palle invece è una necessità , alimenta il suo egocentrismo e sfama il suo insaziabile egoismo.

Non le interessa che da una parte ci sia un uomo che le ha dato l’anima e che ora sta soffrendo , non le interessa che dall’altra ci sia un uomo una moglie e due figli che stanno cercando di ritrovare  il loro equilibrio.

Lei deve essere protagonista di queste vite .

Continua la sua corsa come un treno impazzito.

Ma anche i treni deragliano.

Mi chiama per un appuntamento in studio.

È la seconda o terza volta che succede in tanti anni.

Arriva avvolta in una mantella nera , cappuccio calato sulla fronte e occhiali scuri.

Sembra la protagonista di un film noir degli anni 50.

Bella fatale e sofferente.

Si siede, toglie gli occhiali e il mantello.

Noto qualcosa di strano in lei.

Ci impiego qualche minuto. Poi capisco.

Troppo trucco e nemmeno ben steso , un livido sull’occhio destro che sta perdendo colore , un dente scheggiato.

Minchia .

Le ha prese e di brutto.

Le preparo una tisana e dopo un primo momento di imbarazzo le chiedo chi è stato a picchiarla.

Non mi piace chi picchia le donne.

Non mi piace chi picchia in generale.

Ho sempre trovato la forza fisica poco risolutiva .

La settimana scorsa era in ufficio , un ufficio moderno , di quelli in cui tutti sono nella stessa stanza separati da un divisorio di plexiglas.

Tante piccole gabbiette trasparenti dove l’unico segno distintivo è il disordine quotidiano di penne bottiglie di plastica e cartacce accartocciate.

“ Sta salendo una persona per te “ annunciano dalla reception, ma abituata al corteggiamento e ai gesti di ammirazione non sospettava quello che sarebbe successo.

La moglie del tennista entra in quella stanza distribuendo fogli ad ogni scrivania.

E l’ufficio inizia a borbottare.

Un borbottio crescente.

Non sapendo cosa fare Laura con un po’ di imbarazzo mascherato con un sorriso le va incontro e appena le arriva vicino le arriva un destro in piena faccia , un cazzotto di quelli che una donna non dovrebbe saper dare.

“ Brutta troia , la devi far finita di infastidire mio marito , te lo sei scopato per mesi e ora che l’ho ripreso in casa e non ti vuole più non ti sta bene?”

Nessuno muove un dito.

Laura è a terra, cadendo ha battuto su una scrivania , le esce sangue dalla bocca , ma non sente dolore , sente solo l’umiliazione.

Si guarda intorno e vede facce compiaciute.

I suoi colleghi la odiano.

Ha scavalcato o affossato tutti in quell’ufficio .

Tutti prima o poi hanno avuto un assaggio del suo egoismo.

Piccoli o grandi gesti di ordinario egoismo.

Nessuno corre a darle una mano.

La moglie del tennista continua a inveire contro di lei , sventolando le prove cartacee del suo dolore privato.

La lascia li , nel vuoto empatico che la circonda.

Gira sui tacchi e se ne va.

Mi racconta tutto ciò con il terrore negli occhi.

Non tanto per l’aggressione fisica ma per la totale assenza di supporto dei suoi colleghi.

Non riesce a capire perché tutti siano rimasti immobili ad assistere a una cosa del genere.

Nei giorni in cui è rimasta a casa dopo le botte nessuno l’ha chiamata, nessuno le ha mandato un messaggio per sapere come stesse.

Nessuno si è fatto avanti dicendole che era tutto a posto e che in caso di denuncia avrebbe testimoniato in suo favore.

“ Tu vuoi denunciarla?”

Ci aveva pensato , ma poi aveva desisto.

Mi dispiace per lei.

Tornare coi piedi per terra ritrovandosi sanguinanti faccia a terra non è bello.

Ma non si può nemmeno guardare il mondo dall’alto di un piedistallo e sputare su tutti senza pagarne prima o poi le conseguenze.

“ Destra, sinistra o centro?”

La Torre La Temperanza il Giudizio l’Eremita.

È il momento della resa dei conti , così non puoi andare avanti, la solitudine che stai vivendo e vivrai ti farà bene , hai bisogno di trovare quell’equilibrio che manca , hai bisogno di capire che il dolore degli altri è un dolore anche tuo e viceversa , non puoi vivere nella convinzione che il raggiungimento della felicità passi solo attraverso la distruzione degli altri.

Ascolta chi ti sta accanto.

Rapportati con le esigenze degli altri.

Chiedi scusa a chi hai fatto soffrire , ma fallo con il cuore , non perché ti serve una contropartita.

Sarà dura ma questa è la strada.”

Lei mi guarda come se non riuscisse a capire.

Cosa dovrei fare?

E il mio orgoglio ferito?

Come si può essere umani se di umanità non ci si è mai nutriti?

Un passo alla volta Lauretta.

“Un passo alla volta… tutti abbiamo iniziato a camminare con incertezza, ma nel tempo abbiamo imparato addirittura a correre.”

Scoppia in un pianto quasi infantile, è come se guardasse la sua vita dall’alto e non la riconoscesse.

“ Ho allontanato tutti , non ho più un uomo, non ho amici , nemmeno i miei familiari mi saranno accanto, ho usato tutti per i miei scopi e non ho mai dato indietro l’affetto ricevuto.”

Una prima ammissione di colpa.

Bene così Lauretta.

Un passo alla volta.

L’egoismo non muore ma può trasformarsi in rinascita , può ricordarci che il mondo saprebbe comunque fare a meno di noi ;

lasciare un segno positivo è meno faticoso che lasciarne uno negativo.

Non so se sarà mai in grado di correre ma mi auguro che riesca un giorno a camminare a testa alta.

Nel tempo e col tempo sapremo se ce la farà, per ora mi basta vederla incerta sui suoi piedi ,  mentre se ne va ondeggiante , insicura , ma il primo passo è stato fatto.

Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino.

(Jean Giono)


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