Che rumore fa la felicità

Il cambio di stagione degli armadi quest’anno è abbastanza semplice, dopo il trasloco ho buttato via un sacco di vecchie cose, sto cercando di semplificare di non caricarmi di superficialità, soprattutto di cose superficiali che non indosso da due decenni .

Ho fatto una scatola di scarpe e vestiti che raccontano la mia vita, dal pagliaccetto del Battesimo alle scarpe con la zeppa con cui ho festeggiato i 18 anni in discoteca e l’ho portata in soffitta.

Adesso ho anche una soffitta, ma non voglio riempirla di cose inutili.

Ho preso il giorno libero, ho detto a tutti che devo sistemare gli armadi, in realtà volevo un giorno intero, o perlomeno una mattinata senza correre a destra e a sinistra come una pazza.

Sono stanca e il mio cervello ha bisogno di divagare.

Sto in ciabatte, pigiama e rassetto casa a ritmo di musica, ogni tanto alzo il volume e canto.

Squilla il telefono, lo ignoro, sono in ferie.

Squilla di nuovo, lo ignoro, è il mio giorno libero.

Squilla ancora, vorrei ignorarlo, ma non posso.

Rispondo.

Dall’altra parte Antonia.

Per raccontare la sua storia non basterebbe una settimana, la prima volta che ci siamo viste ho dovuto prendere carta e penna per appuntarmi gli intrecci della sua vita.

Ormai sono passati anni e la storia mi è più chiara.

Si è sposata giovanissima con il primo marito della sua matrigna.

E già questo può creare una certa difficoltà di comprensione.

Tralasciando tutte le altre complicazioni familiari ha poi lasciato quest’uomo perché ha scoperto che aveva avuto un figlio da un’altra donna mentre erano sposati.

Per molti anni è stata single, poi si è innamorata di un’altro uomo con cui ha vissuto felice per diversi anni.

Ha avuto una figlia che ama alla follia, ma nel tempo si è accorta che il marito non era affatto l’uomo adatto a lei.

Molto presente come padre ma poco pratico nella gestione sia della bambina che della vita.

Lei si occupa di tutto, di tutti, lui non è in grado nemmeno di comperarsi dei calzini.

È un sognatore, vive di ideali, ma la vita normale è fatta di bollette da pagare e di scadenze, di pannolini e di pappe non solo di gioco.

La vita è fatta di condivisione.

É frustrante per Antonia, è una donna forte ma non per questo non ha bisogno di aiuto o della vicinanza del marito.

Chiede ripetutamente di essere aiutata, chiede ripetutamente la sua presenza, la sua opinione ma non ottiene benefici.

Si sente sola.

Questo inizia ad allontanarli.

Ha un’attività Antonia e cerca di gestire tutto al meglio, ma non ce la fa.

Assume una ragazza che le possa dare una mano al lavoro.

Il fratello di questa ragazza inizia a frequentare il negozio di Antonia.

Anche lui è sposato, anche lui è poco felice in questo matrimonio.

Inizia tra loro una relazione clandestina.

Sono attenti, nessuno deve capire.

Si amano follemente.

Si ritagliano piccoli momenti di passione e tenerezza.

Si promettono grandi cose.

Sognano un futuro insieme.

Antonia lascia il marito, prende un’altra casa per se e la figlia.

Lo avrebbe lasciato comunque.

Era già sola e autonoma da tanto tempo.

Le dispiace di averlo tradito, ma non lo confessa.

Crede che non sia necessario aggiungere dolore, ammettere il fallimento per il marito è già abbastanza faticoso.

Ma anche lui concorda sulla fine del matrimonio.

Oltre alla figlia non c’è più nulla che li unisce;

e si può essere genitori senza essere coppia.

Saranno bravi in questo.

Il suo amante invece non è così risoluto.

Continua la sua storia clandestina senza lasciare la moglie.

Non è mai il momento giusto.

Continuano a ritagliarsi piccoli momenti di passione e tenerezza.

Continuano a promettersi grandi cose.

Continuano a sognare un futuro insieme.

Poi la moglie di lui insospettita da tanti piccoli segnali inizia a controllarlo, il telefono è sempre occupato, passa troppo tempo nel negozio dove lavora la sorella, nomina troppo spesso la sua datrice di lavoro.

Lo segue, lo fa seguire dalle amiche, fino al giorno in cui lo vede salire in macchina con lei e baciarla.

Chiede spiegazioni ma lui nega.

“ Aveva bisogno di una mano per il trasloco, hai visto solo un gesto affettuoso, pioveva e i vetri erano appannati , ti sei confusa quel bacio era solo sulla guancia, un gesto di gratitudine, solo questo.”

Avrebbe la possibilità di lasciarla e iniziare la sua nuova vita con Antonia, ma non lo fa.

Continua la loro relazione clandestina.

La moglie di lui sempre più attenta , sempre più infelice , sempre più arrabbiata.

Passano comunque i mesi e le promesse restano tali.

Fino al giorno in cui lui torna a casa e trova le valigie fuori e la serratura cambiata.

La casa è dei genitori di lei.

Non gli resta che andarsene.

Ma non può andare da Antonia, lei è categorica, ha una figlia che sta ancora affrontando la separazione dei genitori.

Nei loro piani lui avrebbe dovuto prendersi una casa, dire alla moglie che non poteva continuare a vivere con lei perché il loro amore non era più autentico, stare solo, evitare di farsi vedere insieme, far trascorrere del tempo e poi iniziare una nuova vita insieme.

Serviva del tempo.

Avevano anche un piano.

Ma i piani non vanno sempre a buon fine.

Lui trova rifugio dalla sorella.

E come pattuito con Antonia non si vedono, non si frequentano, si prendono il giusto tempo per far calmare le acque.

Si sentono al telefono, parlano per ore.

Continuano a sognare un futuro insieme.

Antonia è piena di euforia, è felice della sua scelta, della nuova casa, del tempo trascorso con la figlia, del tempo trascorso da sola quando lei è dal padre.

Si sente rinata e le promesse di una nuova vita col suo nuovo amore le danno gioia.

Però lui non approfitta della nuova situazione per capire se stesso, i suoi errori e fare in modo di non ripeterli.

Lui esce, fa baldoria con gli amici, va alle feste, nei locali alla moda.

Ha bisogno di libertà, dice.

Antonia lo lascia fare, giustamente non può proibire a un uomo adulto di fare ciò che vuole, ma è dispiaciuta e anche un po’ infastidita da questo comportamento.

Le promesse iniziano a dilazionarsi e a diventare piene di forse.

Nel giro di due mesi non parla più di convivenza.

E nemmeno di un futuro insieme, è vero non si sono più visti ma era nei loro piani far calmare le acque.

Antonia decide di interrompere il digiuno e lo invita a cena, un martedì in cui la figlia è dal padre.

Riaccoppia la passione, tornano le parole d’amore, i progetti ripartono da dove li avevano interrotti.

Sono liberi entrambi è ora di uscire allo scoperto.

Sono una coppia finalmente.

Stanno insieme nei giorni in cui la figlia di Antonia è dal padre, il martedì il giovedì e il venerdì.

Ma per lui a lungo andare non basta.

Vorrebbe portarla via per il week end ma ha sempre la bambina.

Vorrebbe portarla a cena fuori ma il sabato non possono vedersi.

Inizia a manifestare una certa gelosia verso la bambina.

Antonia è categorica, sua figlia ha già un padre e non deve entrare in competizione con nessuno, è la sua priorità.

Gli uomini spesso sono molto infantili, non riescono a capire che il bene per un figlio non toglie amore a loro, sono due cose diverse tra loro.

A un compagno non si dovrebbe insegnare a vivere a essere indipendente, a un figlio si, e questo compito assorbe molte energie e tempo nella vita delle donne.

La storia va comunque avanti.

Ma qualcosa è cambiato.

“ Non chiamarmi nei  fine settimana, sono dai miei e non ho voglia di spiegare, non vengo questa sera ho la partita di calcetto, si si ti amo ma non possiamo programmare nulla con tua figlia sempre presente.”

Antonia ha già vissuto relazioni poco chiare.

Ma non vuole essere prevenuta.

Sente che c’è qualcosa, ma non sa dargli un nome.

“ Le carte parlano chiaro, l’Imperatrice , il Diavolo sul Sole capovolto, Appeso, la Morte, la Ruota della Fortuna, la Papessa, la Luna.

La situazione è questa, tu avrai anche investito molto in questo rapporto, ma la cosa che più vi lega non è l’amore…ma la passione, a letto fate scintille, non c’è dubbio, ma la relazione è circondata da bugie, non è limpida, le liti abbondano e sono liti sciocche, che un uomo adulto non dovrebbe nemmeno sollevare.

A parer mio c’è altro, forse non un’altra donna, ma una donna che gli è vicina e che non vede di buon grado la vostra relazione c’è, qualcuno che insinua in lui un sacco di dubbi per allontanarlo, fai attenzione, non credo che sia l’uomo adatto a te, uno che si lascia scoraggiare dal giudizio degli altri non ti merita.”

Queste le mie parole nell’ultimo consulto la scorsa settimana.

Chissà cosa sarà successo in questi giorni per baipassare il centralino, le mie collaboratrici e chiamare insistentemente me.

“Antonia ciao, come va?”

“Aurora scusami, ho parlato con Eva, mi ha detto che sei fuori ma devo raccontartelo.”

“Tesoro, dimmi…che succede?”

“Avevi ragione, la Papessa ricordi?

Stamattina arrivo in negozio e trovo la sorella del mio uomo sul piede di guerra, lei sa di noi dal principio, ma non mi ha mai detto nulla, e io ho fatto altrettanto, ho continuato a essere la stessa di sempre con lei, anzi, magari sono stata anche più accomodante di prima vista la situazione.

Comunque, non è questo il punto, mi ha affrontata con una faccia tosta incredibile, mi ha detto che devo lasciarlo stare, che gli ho rovinato la vita, che lui e la moglie erano felici fino a quando non sono arrivata io, che sono troppo vecchia per lui e non posso nemmeno dargli un figlio, ora…è vero che ho superato i quaranta, che ho una figlia già alle elementari e che di certo non sarebbe facile affrontare una gravidanza ora, ma questa, come si permette??

Ha continuato dicendomi che lei e la sua famiglia non gli permetteranno di crescere la figlia di un’altro, che lui merita di meglio e che dovrei vergognarmi di aver rovinato un matrimonio.

Mi ha detto che lo ha fatto uscire con una sua amica per cercare di fargli cambiare idea , perché se proprio deve stare con un’altra almeno la trovasse giovane e simpatica.

Io sono sconvolta, questa ragazzina sono mesi che mi sorride e mi fa i complimenti per come la tratto, per come gestisco il negozio e mia figlia, mi lecca il culo e poi dietro dietro mi dipinge come una mangia uomini attempata che va a caccia di poveri ingenui giovanotti!!

Ma ti rendi conto?

Che poi suo fratello ha cinque anni meno di me, non è esattamente un ragazzino.

Mi sono sentita prima umiliata, poi mi è salita una rabbia che tu non hai idea.”

Minchia che faccia di culo, e che coraggio.

Questa telefonata merita un po’ di tranquillità.

E anche il dovuto tempo.

“Antonia, ti dispiace richiamarmi tra mezz’ora che finisco un lavoro cerco le carte e ti dedico tutto il tempo che vuoi?”

“ Nessun problema, sto andando dal commercialista perché la voglio mandare via quella piccola serpe, ti chiamo appena esco.”

Chiamo la mia assistente, le dico di portarmi le mie carte, ne ho altri mazzi, ma le mie preferite sono quelle che tengo in ufficio, sono vecchie e consumate, ma sono il primo mazzo che mi è stato regalato e mi trovo a mio agio con loro.

Dall’ufficio a casa sono meno di cinque minuti in macchina, arriva poco dopo, la ringrazio la saluto e mi infilo sotto la doccia.

Sono sveglia e attiva.

Preparo il caffè mentre aspetto che Antonia mi chiami di nuovo.

Eccola.

“Dunque? Che ti ha detto il commercialista?”

“ Aurora, per fortuna le avevo fatto un contratto per sei mesi, e i sei mesi scadono tra tre settimane, non posso mandarla via su due piedi, ma visto che ha accumulato permessi e qualche giorno di ferie, la faccio lavorare in tranquillità, senza dire nulla, anzi, le faccio anche fare gli straordinari, pagandola profumatamente, la mando in ferie e poi non le rinnovo il contratto a quella stronzetta.

Fossi stata una pessima datrice di lavoro avrei capito tutte queste cattiverie, ma sono sempre stata puntuale bei pagamenti, il fine settimana la mandavo via prima per farle fare le sue cose con calma, a Natale le ho fatto il regalo, le ho dato piena libertà e fiducia e lei mi ripaga così.

Fosse vero poi che sono una cacciatrice di mariti altrui ci starei pure, ma non mi sento affatto una brutta persona.

Comunque la ragazzina è sistemata, stasera tocca al fratello.”

“Ooooohhhhh così mi piaci tesoro, sei decisa a dargli il ben servito?”

“Assolutamente si, è infantile, egocentrico, geloso di mia figlia, infedele, che altro devo aggiungere?

Credi che se avessi voluto accontentarmi avrei già avuto due mariti a quarantaquattro anni?

Sarei rimasta col primo che almeno mi trattava come una regina.

Facciamo un giro di carte e vediamo cosa c’è nel mio futuro, perché credimi, ho tutta l’intenzione di essere felice.”

Il Giudizio, La ruota della fortuna, Il Sole, la Forza, il Carro.

Migliori carte per un nuovo inizio non potrebbero esserci.

“È si tesoro, è davvero il momento di cambiare rotta, è il momento della resa dei conti, devi parlare con lui, ma senza farti abbindolare come hai fatto fin’ora ok?? 

Ti sta prendendo in giro, e le parole di sua sorella ne sono la conferma, non lasciare spazio al sentimento, sii decisa e diretta.

Hai di fronte a te un momento raro e bellissimo, gli ultimi mesi sono stati faticosi tra la separazione, il trasloco, la preoccupazione per il distacco di tua figlia dal padre, ma posso dirti che è finita, da ora inizia la tua nuova vita , tutto tornerà a splendere, usa la tua intelligenza che ne hai da vendere per sistemare questa situazione ,il tuo successo e la tua felicità sono a portata di mano.

Non ci sono uomini all’orizzonte, ma credo che sia un bene, prenditi del tempo per te, per tua figlia, per amare con più pienezza questa nuova casa.

Dedicati al tuo di benessere che da troppo tempo non lo fai.”

Vorrei che ogni situazione si risolvesse così, con una presa di coscienza rapida e forte .

Non succede quasi mai , perché cerchiamo sempre di dare un’altra opportunità e non tutti la meritano.

Sprechiamo tempo, amore, pazienza dietro a cose che sappiamo già ci rendono infelici, ma non riusciamo a lasciarle andare.

Non Antonia.

Lei sa bene cosa vuole, lei vuole essere felice e se per esserlo dovrà stare sola, lo farà.

Torno ai miei armadi con un grande senso di soddisfazione.

Ma gli armadi sono già in ordine e non mi regalano nessuna emozione.

Lascio tutto come è.

Anche io voglio essere felice e per pranzo cucinerò qualcosa di speciale.

Tutti gli esseri umani vogliono essere felici; peraltro, per poter raggiungere una tale condizione, bisogna cominciare col capire che cosa si intende per felicità.

(Jean-Jacques Rousseau)

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