Confusione

Le feste appena trascorse sono state deleterie.

Ho subito troppi lunedì che in realtà non erano tali, sono scombussolata , la cadenza regolare dei giorni e degli impegni mi aiuta nella gestione delle piccole cose quotidiane.

Riprendiamo oggi il giusto ritmo.

Riprendiamo in mano le cose.

Non sono l’unica ad avere la testa confusa.

Marina ad esempio ha più pensieri di me.

Un anno fa iniziarono a circolare delle voci su una presunta separazione tra Marina e il marito.

Sono sposati da quasi 16 anni.

Erano giovani e innamorati, lei è rimasta incinta e in fretta e furia venne celebrato il matrimonio.

Poco tempo per conoscersi, ma tanta voglia di scoprirsi.

Hanno imparato a vivere insieme ad essere insieme genitori, hanno imparato il sacrificio della convivenza e la gioia della confusione.

Sono stati bravi ad essere parte di un gruppo ma forse meno ad essere individui.

Da allora di figli ne sono arrivati altri tre, un matrimonio prolifico e sereno.

Non tutte rose ma nemmeno troppe spine.

Quattro figli, una casa di proprietà, qualche sacrificio, due macchine, le vacanze invernali e quelle estive.

Suo marito lavora in banca e lei è impiegata nella pubblica amministrazione.

Non hanno problemi economici.

I ragazzi sono sani e bravi nello studio.

Una vita apparentemente perfetta.

Poi quelle chiacchiere.

All’uscita di scuola si avvicina un’altra mamma, le dice che deve farsi coraggio, che gli uomini sono tutti porci, che ci è passata anche lei e che ora che lo ha lasciato sta bene.

Marina non capisce.

Rimane un po’ confusa.

Crede ci sia stato un errore; 

magari mi ha scambiata con un’altra persona.

Ma il giorno seguente sua sorella la chiama e le dice che deve parlarle.

Più di una persona le ha chiesto se è vero che ha cacciato il marito di casa.

“Ma scusa, ti pare che se fosse vero tu non lo sapresti? Ovvio che non l’ho fatto… perché dovrei??”

“Sembra che si sia diffusa questa notizia, dopo l’ennesimo tradimento lo hai mandato via; ora , io non sto a farmi troppe domande e non ne  faccio troppe a te, ti chiedo solo se stai bene e se hai bisogno di parlare, hai bisogno di qualcosa?

Non giriamoci intorno, c’è qualcosa di vero in queste chiacchiere?”

Marina resta di stucco, no che non c’è niente di vero, come fa la gente a inventarsi certe cose?

E come fanno poi a chiederlo ai miei familiari?

Ma non si vergognano?

È tutto ok.

La sua famiglia non si sta sgretolando.

Non parliamone più.

Ma questo tarlo non le da pace.

Inizia ad essere sospettosa, a chiedersi se sia stata poco attenta.

Inizia a vivere male.

È nervosa, irascibile, poco incline all’intimità col marito, ma non fa domande, non dice nulla.

Tiene per se questo macigno.

E se qualcosa di vero ci fosse?

E se davvero mi tradisse?

No.

Non può essere, me ne sarei accorta.

Però ultimamente ho avuto da fare coi ragazzi.

Forse è vero, forse se la fa con un’altra questo schifoso.

No, non sarebbe capace di farlo.

Non può essere vero.

Tutte domande che tutti almeno una volta nella vita ci siamo posti.

Tutti abbiamo vacillato.

Ma poi abbiamo cercato conferme o smentite.

Marina invece non fa nulla.

Passano i giorni, le settimane, passano i mesi.

Quando arriva da me è un relitto.

Sull’orlo dell’esaurimento nervoso.

Vive questa angoscia da ormai troppo tempo.

Mi espone la situazione.

E vediamo insieme le carte.

Non sa se essere felice oppure no.

Non ci sono altre donne all’orizzonte.

Si è devastata l’anima per mesi, ha avuto paura di perdere tutto, ha avuto paura di dover cambiare tutto.

Ma non ce n’è bisogno.

Deve solo rilassarsi e riprendere la sua vita tra le mani.

La incoraggio a parlare di questo dubbio col marito, hanno costruito tanto insieme, deve fidarsi e dirgli perché stava così male.

La comunicazione è fondamentale in una coppia.

Le cose non dette sedimentato e portano guai.

Marina è sollevata, ma non è disposta ad affrontare questo confronto.

Ormai è passata.

Non è necessario parlarne.

Con nessuno.

Sparisce.

Non la sento per un po’.

Torna da me dopo qualche tempo.

Il marito è diventato freddo, un estraneo.

Le chiedo da quanto va avanti la cosa.

Non sa rispondere.

È stata distratta dalla presunta relazione.

Ha disperso energie preziose dietro a questa cosa.

Ha perso tempo.

Nelle carte di nuovo l’assenza di altre relazioni.

Ma allora perché si comporta così?

Continua a tenere per se i suoi dubbi e le sue paure.

Nemmeno alla sorella ha detto nulla.

Vive da mesi simulando normalità.

E le riesce piuttosto male.

Vive da mesi con l’angoscia.

È chiusa in se stessa, con i suoi dubbi come unici compagni.

Due mesi fa il tracollo.

I figli sono tutti fuori per il week end.

Un tempo avrebbero fatto carte false per due giorni da soli, avrebbero organizzato qualcosa o avrebbero fatto l’amore di continuo.

Ma un tempo non erano così distanti.

Se ne stanno invece ognuno per conto proprio, senza quasi incrociarsi nella stessa casa.

Non ci sono liti.

Non c’è confronto.

C’è solo un assordante silenzio.

Lui esasperato da questa distanza prende una decisione drastica.

Le dice che non può più vivere con una estranea, che non vuole più essere un uomo a metà.

Sono mesi che va avanti, che lei è lontana, che non si interessa a lui e alla famiglia.

Marina prova a spiegare, ma sembra tutto assurdo.

Non vuole sapere altro.

Non vuole ascoltare.

Lo prega di restare, gli spiegherà tutto.

Tutto inutile.

Troppo tardi.

“ Cosa dico ai ragazzi?”

“Sono mesi che non parli con loro, che non parli con me, ora cosa vorresti dirgli? Ci penso io, tu continua a fare finta di essere sola, continua a fare quello che stai facendo, non voglio nemmeno sapere che succede, se mi avessi ritenuto all’altezza della cosa me ne avresti parlato, probabilmente è più semplice di quello che sembra.

È finita, punto e basta e se non hai tu il coraggio di dirlo, lo faccio io.”

Fa le valigie e se ne va.

Il baratro vero.

I primi giorni sono di incoscienza pura.

Il figlio maggiore deve occuparsi dei più piccoli.

Non è più in grado di fare nulla.

Deve intervenire sua sorella.

Accudirla come una bambina.

Non è lucida.

Non riesce nemmeno a spiegare l’accaduto.

Non è in grado di capire.

Ricomincia a pensare che ci sia un’altra donna, altrimenti non si spiega.

Questa separazione non può essere frutto di altro.

Affannosamente ritorna alla realtà, alla quotidianità.

Il marito è preoccupato ma irremovibile.

Parla con la sorella, non ha smesso di amare Marina, ma Marina non ama più lui e la famiglia.

Da mesi ormai non fa che essere distante, nervosa, non ha più quel sorriso coinvolgente, ha provato a esserle vicino, ma lei si è allontanata ancora di più.

Ha creduto che avesse un’altro, ma non può essere, lei non lo farebbe mai.

Gli manca sua moglie, gli mancano i figli, gli manca la sua vita, ma se ha smesso di amarlo non vuole rimanere con loro.

Troverà il modo di stare con i ragazzi, troverà il tempo per fare il padre, ma non vuole essere un estraneo in casa sua.

Non vuole essere un marito come tanti, infelice a casa con la ventenne in un’altro letto.

Non lui.

Ha spostato la donna che amava.

Insieme sono diventati una famiglia.

Non può tradirli.

Ma non può tradire nemmeno se stesso.

Marina non esce dallo stato letargico.

Non ha riconosciuto di essere lei la causa di questo distacco.

La sua paura l’ha allontanata.

Non ha cercato una soluzione.

Il problema non era reale, ma andava comunque affrontato, si è chiusa in se stessa diventando vittima e carnefice allo stesso tempo.

Mi chiama dopo qualche settimana.

Non riesco a credere alle mie orecchie.

Continua a tirare fuori questa presunta relazione, una relazione che non c’è ma che lei subisce come se esistesse.

Non arriva al nocciolo della questione, fatico per farglielo capire.

Il tradimento non è la cosa peggiore che si possa fare al partner.

Non è stata sincera e lui se ne è accorto.

Non è stata leale , non ha ritenuto il suo compagno degno di una confidenza.

Un dubbio è diventato un macigno, un macigno che sta trascinando da sola.

Per una banalità, per una cosa non detta si sono diventati due estranei.

Cosa vorresti che ci fosse nelle carte?

Quale alibi stai cercando?

A queste domande non sa rispondere.

“Destra, sinistra o centro?”

Destra.

La Luna, l’ Appeso, il Papa, l’Eremita,gli Amanti.

L’atmosfera in casa è pesante, tesa, manca l’equilibrio, e manca ancora una volta perché tu non sei serena, c’è un blocco, un momento lungo di staticità.

Questo lo sapevamo già, quello che vuoi sapere è qui, nessun’altra donna, il Papa rappresenta tuo marito, ma come vedi ha accanto l’Eremita.

Ha bisogno di stare solo per schiarirsi le idee.

Questo non vuol dire che non ti ama più o che non tornerete insieme, semplicemente ha bisogno di capire che la donna che ha sposato e che ha avuto accanto è ancora qui.

Sei tu la chiave di tutto.

Per prima cosa, basta con questi dubbi.

Devi credere in te stessa e nella forza che la vostra unione vi ha sempre dato.

Devi credere nella coppia e in tuo marito come persona.

Raccontagli cosa è il successo.

Chiedigli di starti accanto.

Digli che hai bisogno di lui.”

Questa volta sembra convinta, esce rinvigorita da quesi incontro.

Oggi, dopo quasi un anno, Marina riesce a ridere di questa storia.

Riesce a parlarne .

Non con tutti.

Ma ne ha parlato con il marito, con i figli che non sono più bambini, ne ha parlato con sua sorella e con la cognata.

Ne ha parlato con un analista, che la sta aiutando a sentirsi più sicura.

Riesce a ridere perché ne è venuta a capo.

Si è logorata un anno per una chiacchiera, che non riguardava suo marito, ma un collega della banca in cui lavora.

Ha confessato tra le lacrime il suo fardello.

È stata capita e abbracciata.

Ma anche sgridata, come ha potuto rischiare tutto per una voce, come ha potuto mettere in crisi se stessa, il marito, la coppia e la famiglia senza cercare un riscontro, senza sollevare polvere.

Veramente credeva che lui potesse farlo?

Veramente se lo avesse fatto sarebbe rimasta ad aspettare senza fare nulla?

Dopo il primo momento di stupore e rabbia il marito le ha chiesto di andare in analisi .

È rimasto fuori casa .

Aveva bisogno di vederla camminare sulle sue gambe prima di tenerla di nuovo per mano.

Mi ha chiamata venerdì.

Oggi torneranno ad essere una famiglia.

Tutti sotto lo stesso tetto.

Mi ha ringraziato.

Mi ha detto che probabilmente avrebbe dovuto darmi retta fin dall’inizio, ma se lo avesse fatto non sarebbe mai cresciuta.

È emozionata.

È come tornare indietro e imparare a conoscersi, prima come persona, poi come coppia e infine come famiglia.

È emozionata e si concede il lusso di parlarne con chi ama.

La verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione.

(Isaac Newton)

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