Maledetta primavera

Avete presente la sensazione di disagio che si prova andando a una festa in maschera ed essere l’unica non mascherata?

È la stessa che ho provato in questi giorni di freddo vestendomi con abiti già estivi.

Ho mandato in lavanderia giacche e piumini, a maggio inoltrato è giusto farlo.

Non pensi che il cappotto torni ad essere necessario.

Non lo metti in conto un calo termico di proporzioni catastrofiche.

E invece ho sottovalutato l’instabilità metereologica, l’ho sottovalutata di brutto.

Ho indossato strati di cotone e giacche leggere che non mi hanno coperta a sufficienza.

Morale della favola, ho di nuovo l’influenza.

Tosse, mal di gola, febbre, dolori vari.

Me ne sto a casa, in pigiama, bivacco tra il divano e il letto senza trovare sollievo.

Termosifoni accesi ( a Maggio!!!!!), confezione di fazzoletti usa e getta alla mano e lamenti continui.

Normalmente sono stoica, come quasi tutte le donne mi lamento poco, ma oggi ho voglia di farlo.

Chiamo mia madre, mia suocera, la mia assistente e un paio di amiche per farmi consolare.

Non posso stare molto al telefono, sono rauca ma il mio lavoro può essere svolto in tanti modi.

Non posso incontrare nessuno , tantomeno parlare, ma posso scrivere.

Da quando la tecnologia ce la portiamo in mano tutto sembra essere cambiato.

È cambiato il modo di socializzare, di sentirsi vicini.

È cambiato anche il modo di tradire.

Se il tuo partner passa più tempo a chattare che a parlare con te, sicuramente hai le corna.

Tutti ci interroghiamo sul contenuto dello smartphone dei nostri compagni, soprattutto se da oggetto di utilità diventa un oggetto di discussione.

Chiara non sopporta che il marito stia sempre al telefono.

Passa le ore a pubblicare foto, a rispondere ai commenti, a studiare il modo per essere apprezzato.

Dimenticando che la vita vera non è quella che si vede online.

Chiara ha scoperto i social di recente, per capire cosa ci fosse di tanto eccezionale e per avere un confronto col marito.

Se ne resti  fuori non capisci il meccanismo.

Non le interessa mostrare la sua intimità a tutti, ma vuole capire cosa frulla nella testa del  suo compagno.

È da sempre una persona riservata.

Non le piacciono i pettegolezzi, non le interessano le schermaglie politiche, trova volgare la maggior parte delle cose che vede.

Continua a non capire cosa ci sia di eccezionale.

È una finestra sul mondo, le ripete il marito, ma è una finestra su un mondo vuoto e fatto di superficialità a suo parere.

È comunque anche lei parte del meccanismo social.

A causa di un piccolo incidente è stata a casa con il gesso a un piede per quasi un mese e in questo periodo ha preso confidenza con l’argomento.

Non è mica stupida.

Le difficoltà iniziali sono svanite entro un paio di giorni.

È curiosa, ha anche fatto ricerche sulla dipendenza da social e sulla facilità con cui le persone si lasciano andare.

Da dietro uno schermo sembra tutto più semplice.

Ha scoperto l’esistenza delle app di incontri.

Quanto è cambiato il mondo.

Una volta ci si incontrava in discoteca o alle feste, ci si piaceva, si usciva, si parlava.

Adesso con una foto e quattro messaggi si può decidere se sposarsi o no.

Chiara non controlla il marito.

Ma essendo lui molto attivo le appaiono foto e post che non può fare a meno di vedere.

È affascinata dal modo in cui lui si pone è dal riscontro che ha, sembra un’altro uomo.

Non che sia una brutta persona nella vita di tutti i giorni, ma indubbiamente in rete sembra meglio, scrive citazioni anche se non ha mai letto un libro in vita sua, modifica le foto per togliersi qualche ruga, pubblica canzoni che non ricorda di aver mai sentito uscire dai suoi cd.

Sembra non conoscerlo, eppure stanno insieme da sei anni.

Ha dei seguaci, attivi quanto lui, la maggior parte sono donne, donne che non sono della zona e che potrebbe aver conosciuto sul lavoro o al bar in centro.

Che gusto c’è a circondarsi anche se solo virtualmente di persone con cui non hai scambiato nemmeno una parola vera?

Le arrivano spesso dei messaggi di uomini che conosce di vista, risponde garbatamente ma senza trasporto.

Ha notato in più di un’occasione che incontrandosi per strada questi signori non hanno lo stesso atteggiamento, la stessa voglia di conoscerla che manifestano invece nello scrivere.

Quei caffè a cui viene invitata restano virtuali.

Non che voglia incontrarli, ma si interroga sul significato di questi inviti.

Non è mica stupida.

Lo sa cosa vogliono.

Ma lo sanno che è sposata, e spesso lo sono anche loro.

Per il compleanno il marito le ha regalato un nuovo smartphone, in realtà ne ha presi due uguali, uno per se uno per la moglie.

A lei non serviva, trova questi aggeggi troppo tecnologici, si sente come se avesse una Ferrari e la usasse solo per andare a fare la spesa.

Ma lui è così contento di questo acquisto.

Usa la degenza per imparare ad usarlo.

Guarda i tutorial su YouTube, scopre un sacco di cose, ha veramente una finestra sul mondo in mano.

Scopre il cloud e l’archiviazione sul pc, scopre di avere delle capacità insospettabili, archivia, sposta, elimina;

e proprio facendo pulizia nel portatile scopre una cartella di foto del marito.

Cazzo.

Ma questo è lui nudo.

Ma che se ne fa di queste foto?

Scorre tutte le immagini, alcune anche troppo esplicite.

Foto intime.

Mentre si masturba.

Foto di lui in posa sul nostro letto.

Non ci posso credere.

Chiara è una donna riservata, ma è anche molto curiosa.

Dopo la prima serie di foto chiude schifata il pc.

Ha scoperchiato il vaso di Pandora.

La frustrazione e la rabbia crescono col passare dei minuti.

Deve andare a fondo della cosa.

Cerca di calmarsi.

Cerca di fare mente locale.

Deve trovare il modo giusto per affrontare la cosa.

Torna al pc, non sa bene cosa cercare e ha timore di trovare altro.

Il portatile non lo ha mai usato se non per cercare ricette nuove.

Ci sono cartelle di ogni tipo, musica, foto, documenti.

Ma online si trova tutto, anche il modo giusto per smascherare un traditore.

Passa in rassegna ogni singolo elemento.

Apre tutto.

Nella cartella “ Film “ qualcosa le salta all’occhio.

C’è il file “Avatar” , conosce quel film, ha dovuto cercarlo in streaming perché non lo avevano scaricato.

Lo ricorda bene.

Lo avevano visto insieme.

E la qualità non era buona.

Se lo avesse avuto sul pc non avrebbe avuto bisogno di cercarlo.

Apre la cartella e il mondo crolla.

Foto su foto, filmati, video di lui e di tante, troppe donne diverse.

Alcune le riconosce.

Sono le stesse che commentano sui social.

Video che ritraggono lui da solo, ma anche loro da sole e altri in cui invece sono a letto insieme.

Dio mio che schifo.

Devo vomitare.

È scioccata.

Non riesce a pensare lucidamente.

Ha bisogno di stendersi.

Chiara non è stupida.

È riservata, ma è anche molto, molto arrabbiata.

Passata la prima ora di stordimento ha le idee più chiare.

Il primo istinto è stato quello di andare a cercarlo, di picchiarlo forte, di farlo soffrire esattamente come sta soffrendo lei, ma dove vuoi andare con il gesso e le stampelle?

Stai calma, la mente lavora meglio se mantieni la calma.

Non lascia tracce della sua intrusione.

Riesce a malapena a capacitarsi di quello che ha visto.

Ma è decisa a fargliela pagare.

Ha bisogno di tenere duro qualche giorno.

Ha già un piano.

Ma deve essere attenta , non deve perdere la calma.

Come prima cosa invia un messaggio al marito, “Credo di aver preso un virus, sto male, mi infilo a letto, organizzati per cena , ti lascio le lenzuola per il divano così non rischio di contagiare anche te.”

Non sopporterebbe di dormire nello stesso letto con quello schifoso.

“ Amore mi dispiace tanto, non ti preoccupare, se non hai bisogno di me cebo coi colleghi , così non ti disturbo.”

Schifoso.

Porco.

Chissà dove lo andai a infilare stasera.

 “ Va bene, scusa, ma non ce la faccio a stare in piedi, ci vediamo stasera.”

Così si appresta a mettere in pratica il suo piano.

Studia ogni dettaglio, domani sarà il giorno della vendetta.

Starà fuori, in trasferta.

È l’occasione perfetta.

È a letto, è quasi mezzanotte, sente la chiave nella porta, spenge al volo la tv, si gira su un fianco.

Rumori in cucina, frigo che si apre, televisione che si accende.

Viene verso la camera.

Apre la porta.

“ Amore? Come stai?”

Finge di dormire, non risponde.

Qualche secondo e la porta si richiude.

Sospira.

È sollevata.

Tutto sta andando secondo i piani.

Acqua che scorre.

Si fa la doccia lo schifoso.

Torna in camera, in silenzio, apre l’armadio, prende il completo blu che usa negli incontri di lavoro, non accende nemmeno la luce, richiude la porta.

Tutto sta andando secondo i piani.

Chiara sta lì, nel suo letto, ancora incosciente ma determinata.

Deve aspettare il momento giusto.

La notte sarà lunga ma domani avrà la sua vendetta.

Al mattino si apre di nuovo la porta.

“ Amore?? “

“ Buongiorno, non entrare , rischio di attaccartelo.”

“ Ti serve niente? Io mi preparo e vado, oggi sono a Roma tutto il giorno, ci vediamo stasera.”

Rumori dal bagno.

Si alza furtiva.

Raggiunge il divano.

Posa il suo cellulare scarico sul tavolo e prende quello di lui.

Conosce il pin.

È la data di nascita di suo nipote.

È la password che usa sempre.

Torna a letto.

Con lo scettro del potere tra le mani.

Aspetta che esca.

Passano i suoi colleghi a prenderlo sotto casa.

Non avrà modo di accorgersi che non è il suo telefono ma il mio.

La porta si chiude.

È pronta ad agire.

Un uomo normale andrebbe affrontato.

Ma lui non è normale.

È un codardo, uno che ha una vita parallela, che vive di apparenze, che punta più all’immagine che alla sostanza.

E questa sua immagine di perfezione entro un’ora sarà spazzata via.

Chiara, si alza, fa colazione, nel frattempo il cellulare del marito ha già ricevuto una serie di messaggi e notifiche.

Vuole goderseli con calma.

Non c’è fretta, sarà già in autostrada.

Ho tutto il tempo che mi serve.

Si va in scena.

Apre il portatile.

Seleziona la cartella “Avatar”.

Le serve un po’ per modificare le foto.

Chiara non è stupida.

Oscura il visto di ogni donna presente nelle immagini.

La nausea è costante, ma va avanti.

Finito il suo piccolo lavoro , prende il cellulare e trasferisce le foto.

Apre i social.

Crea un album.

“ Le mie scopate exstraconiugali”

E carica tutte le foto.

Apre la rubrica.

Invia tramite whatsapp le stesse foto a tutti, compreso il capo, i colleghi, il medico di famiglia, sua madre e tutti i suoi amici.

La bomba è stata lanciata.

Nel giro di pochi secondi il telefono diventa un continuo trillo .

Chiara lo lascia li.

Lo lascia suonare.

Non le interessa.

Ha altro da fare.

Torna in camera, le servirà del tempo, con le stampelle si muove poco agilmente.

Ma ha tutto il giorno.

Comincia dai vestiti.

Apre la finestra e butta tutto di sotto.

Nel giardino che da sulla porta d’ingresso.

Una volta eliminati vestiti passa agli oggetti più cari.

I trofei di calcio, l’attrezzatura sportiva, la collezione di macchinine.

Suona il campanello.

È la sua amica del cuore.

La sta chiamando da un’ora e è preoccupata.

“Sali, così mi dai una mano con le cose più pesanti.”

L’amica si fa largo tra quello che resta della vita di uomo e sale.

Ora che le braccia sono quattro, dalla finestra passa anche il televisore, i quadri che lui ha scelto, le foto di famiglia attaccate alle pareti, l’album del matrimonio, tutto quello che possa ricordargli di essere stata sposata con quello schifoso.

Chiara non è stupida.

Ma è comunque una donna ferita.

Da mesi ci sentiamo, non in modo regolare.

Ma ci sentiamo.

Quando mi ha raccontato la sua storia ho avuto voglia di abbracciarla.

È stata forte.

Ha messo in ridicolo anche se stessa con questo gesto estremo.

Non è pentita.

Sta per divorziare.

Ha cambiato casa.

Si sta reinventando.

Esce, lavora, cerca di vivere come ha sempre fatto, con discrezione.

Ma comunque è ferita.

Ha l’appoggio di amici e parenti ma la delusione è tanta.

Nelle carte non c’è un nuovo amore.

Ma ci sono delle svolte.

C’è un nuovo lavoro che la porterà lontano da qui.

C’è una presa di coscienza che la renderà forte.

Non c’è un uomo, non ancora.

Ma ci sono tutti i presupposti per una nuova vita felice.

Mentre prendo il pc per lavorare mi chiedo se controllando troverei qualcosa di sospetto .

Non lo so.

Non lo faccio.

Credo che sia meglio tornare a letto e lasciare il lavoro da parte per oggi.

Meglio lasciare stare.

Il desiderio di tradire nasconde un’insaziabile sete di conferme, come se l’autostima non si fosse mai consolidata e sempre si manifestasse la necessità di ottenere rassicurazioni quotidiane sulla propria dimensione affettiva ed erotica.

(Aldo Carotenuto)

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