Storia d’amore

Se vi chiedessero di sacrificare qualcosa per far felice un’altra persona lo fareste?

Normalmente tutti valuteremmo il peso della rinuncia e quello del beneficio che ne verrebbe.

Poi sceglieremmo.

Si potrebbe dire che questo sia il modo migliore di affrontare la cosa.

Quando però la felicità da preservare è quella di un figlio non c’è valutazione che tenga.

Non ci sono bilance.

Si va avanti a spada tratta senza troppi pensieri.

Le mamme sono da sempre portate al sacrificio per il bene dei propri figli, poco importa se questi sforzi vengano  riconosciuti come tali o siano visti come una cosa normale .

Le mamme non lo fanno per avere una medaglia.

Lo fanno perché è la cosa giusta da fare.

Poi i figli crescono e non è più necessario proteggerli.

Luisella di sacrifici non ne ha fatti molti.

Ne ha fatto uno solo.

Ma è stato enorme.

Ha trascorso 50anni con lo stesso uomo pur non amandolo per non ferire la figlia.

Erano altri tempi, il fidanzamento era fatto di passeggiate in luoghi pubblici e baci sulla guancia.

Al matrimonio si arrivava illibate, l’educazione sentimentale e sessuale non esistevano.

C’era un alone di mistero su come funzionassero le cose in una coppia.

Le mamme davano consigli su come assecondare i mariti.

Non di certo su cosa fosse la felicità, tantomeno la felicità sessuale.

Luisella ha sposato un bravo ragazzo.

Ma ha sposato il primo che le ha fatto la corte.

Timido, impacciato, dal cuore grande.

Il fidanzamento durò un anno, non andarono mai oltre il bacio alla francese in quel periodo.

Una volta sposati avrebbero potuto conoscersi in modo più intimo.

Il matrimonio fu semplice, l’abito cucito a mano dalle zie, il pranzo con pochi intimi, la prima notte di nozze deludente.

Andrà meglio pensava.

Ma tutti quei fremiti raccontati nei romanzi tardavano ad arrivare.

Faceva “ il suo dovere di moglie “ senza slancio, senza voglia.

Ma sembrava giusto così, forse era lei che non funzionava bene, o forse era davvero tutto lì.

Chi poteva dirlo?

Nel complesso il matrimonio andava bene, suo marito era un uomo buono e senza grilli per la testa, lavorava in tipografia, lei invece non lavorava più dopo il matrimonio, sognava di stare a casa a cucinare e accudire marito e figli.

Ma anche i bambini tardavano ad arrivare.

Tutti la trattavano come una povera disgraziata, quella a cui il buon Dio non aveva dato un dono.

Lei era dispiaciuta, certo, ma non si sentiva menomata.

Suo marito invece ne era addolorato.

Ma cercava di non farlo pesare a Luisella.

Non avendo figli da accudire e un marito che in casa sporcava poco, Luisella si trovò un lavoretto da sarta in un laboratorio.

Poche ore al giorno, non avrebbero tolto nulla alla sua casa o al benessere del marito.

Lui accettò. 

E Luisella sembrò rifiorire.

Il lavoro le piaceva, stava volentieri anche più del necessario e non faceva mancare nulla al marito. 

Nessuno ebbe da ridire.

Dopo qualche mese rimase incinta.

Una benedizione.

Nacque Arianna.

Una bambina docile e graziosa.

Il padre la amò fin dal primo istante.

E continuò a farlo per i successivi 45 anni, fino alla sua morte.

“ Aurora, io ho questo grande, grandissimo dubbio.

Arianna non è figlia di mio  marito, ma non ho mai voluto dirglielo, non ho mai voluto dirlo a nessuno, loro avevano un rapporto che andava ben oltre l’amore, avevano gli stessi gusti, le stesse passioni, era più figlia di lui che di me pur non essendolo.

Quando è morto sono stata male ovviamente ma diciamo che mi sono data da fare per non diventare una povera vecchia triste.

Vado al circolo a fare ginnastica, ho fatto l’abbonamento a teatro, vado in centro a prendere il caffè con le mie amiche.

Da un paio di mesi ho ripreso a vedere il vero padre di mia figlia.

Adesso Arianna è grande, io sono vecchia, vivo da sola da tanti anni e il mio matrimonio è stato poco più di un’amicizia.

Non siamo più ragazzini, anche se lui è più giovane di me, ma ci vogliamo bene, ridiamo tanto, andiamo al cinema, a ballare, insomma con lui sto bene.

I miei familiari sono felici per me, ma non sanno che segreto custodisco .

Forse sono paranoica ma temo che continuare a frequentare Aldo metta in pericolo la segretezza della cosa.”

Mancava un po’ di pepe nella giornata.

Adesso c’è.

C’è una statistica che dice che almeno una persona su tre non è realmente figlia del padre che lo ha riconosciuto.

“ Io e Aldo lavoravamo nel laboratorio di confezioni, io cucivo, lui era un ragazzo e faceva manutenzione degli strumenti, si occupava delle consegne, era una specie di tuttofare.

È più giovane di me di quasi dieci anni, sette per l’esattezza e non avrei mai creduto che quelle attenzioni che aveva nei miei confronti fossero di natura sentimentale, tutti lo trattavano con tenerezza, io gli facevo qualche dolce o gli sistemavo i pantaloni perché era orfano di madre e non c’era chi facesse queste cose per lui.

Lui mi accompagnava a casa con la vespa, mi portava la spesa a casa, tutte cose che io scambiavo per riconoscenza.

Poi un giorno mi accompagnò fin dentro casa e gli preparai il caffè.

Era estate, un caldo bestiale, le persiane accostate, i vestiti leggeri si sudava parecchio anche a star fermi.

Mi cadde dell’acqua per terra, mi chinai per asciugare e lui si mise accanto a me ad aiutare.

Non so nemmeno come spiegarlo, ma finimmo sul pavimento a fare l’amore.

Non ebbi nemmeno troppi rimpianti, perché mi era piaciuto, una cosa che con mio marito invece non succedeva.

Mi presi una bella cotta.

E anche lui.

Continuammo a vederci e nessuno notò mai la cosa, sembrava un ragazzino e io ero già grande;

Dopo qualche mese mi resi conto di essere incinta.

Ma non lo dissi a nessuno.

Prima parlai con Aldo e lo convinsi che dovevamo chiudere la cosa , poi chiedi a mio marito di cambiare casa, una più piccola, quella in cui stavamo aveva tante camere vuote, ne bastavano due, una per noi una per gli ospiti.

Così lasciai il lavoro e il quartiere e lasciai anche Aldo.

Fu molto doloroso, ma mio marito era un brav’uomo, non potevo andarmene con un ragazzo.

Sarò stata sleale, ma era la cosa giusta da fare.

Quando gli dissi della gravidanza impazzì di gioia e ebbi la certezza di aver fatto la scelta migliore.”

Hai capito la signora, chissà che faccia ha, al telefono sembra giovanile, e probabilmente lo è, ha ancora voglia di vivere l’amore.

“ E dunque scusami cara, tu vorresti sapere se lasciare di nuovo quest’uomo per proteggere tua figlia?”

“ Esatto Aurora… lo facciamo un controllo nelle carte? Se c’è qualche pericolo lo lascio, ormai ho poco da dare, e di certo non facciamo più le cose che facevamo da giovani, mi costerebbe ma meno di quanto è già stato.”

“Destra , sinistra o centro?

Bene partiamo dal centro.

Il Mondo, il Papa, la Morte, gli Amanti, il Giudizio rovesciato, la Ruota di Fortuna rovesciata e il carro.

Allora Luisella, le carte sono molto belle, c’è il successo in amore finalmente, e te lo meriti pure, c’e questo sentimento che viene dal passato e che è destinato a durare in futuro, ma il Giudizio rovesciato mi dice che questo tuo segreto dovrà rimanere tale, non devi parlarne nemmeno a Aldo, se tu lo facessi la situazione cambierebbe in modo drastico, dovresti dirlo a tua figlia e la cosa ti farebbe soffrire.

Se tu manterrai il segreto la tua vita sarà finalmente serena e soprattutto sarai accanto alla persona che ami da troppo tempo.

Tutto chiaro?”

“ Sei sicura Aurora? A me non pesa non dire nulla, è una vita che mi tengo questo segreto, e non ho mica le prove che Arianna sia figlia di Aldo, è una mia convinzione, ma ho sempre cercato di rimanere nel dubbio, forse cercavi di proteggere me stessa più che lei, comunque se mi dici che non devo dirlo non lo farò.”

“ Non dire nulla, non cambiare il ricordo di tua figlia su ciò che è stata tutta la sua vita per un dubbio che hai tu… non stravolgere la vita di Aldo con una cosa che non potrà mai avere in dietro, vivi serenamente il tuo presente, che ha ancora molto da darti.”

Abbiamo parlato un’altro po, piccole domande sulla nipote che non trova lavoro e sulla vicina che viene tradita dal marito.

È stata una bella telefonata.

Autentica, di quelle che ti lasciano il sorriso addosso;

di corna e famiglie sfasciate ne vedo tutti i giorni, quello che non vedo è la rinuncia alla rivalsa di una vita per affetto di una terza persona.

Luisella sarebbe stata disposta a non vedere più Aldo se la felicità della figlia fosse stata compromessa.

E avrebbe messo in discussione tutto per essere sincera.

E con questo ha già dimostrato di meritare un po’ di tranquillità.

Alcuni segreti non andrebbero mai rivelati, sapere la verità non sempre aiuta a vivere meglio, scegliere accuratamente di non ferire gli altri può essere faticoso, ma è una scelta coraggiosa che in pochi riescono a fare.

Auguri Luisella, auguri per il tuo futuro, spero non lo lascerai compromettere dal tuo passato.

Se io taccio il mio segreto, esso è mio prigioniero; se me lo lascio sfuggire, io sono suo prigioniero

(Arthur Schopenhauer)

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