Non finirò mai di dirlo, i peggiori nemici che abbiamo siamo noi stessi.

Soprattutto noi donne.

Siamo così brave a sminuirci, a non trattarci con rispetto a plasmarci in base alle esigenze degli uomini.

Non abbiamo bisogno di un principe azzurro e nemmeno di un super eroe.

Abbiamo bisogno di credere in noi stesse.

Abbiamo solo bisogno di ascoltare i nostri bisogni;

quei bisogni che ci rendono felici.

Voi mi direte “ è tutta la vita che cerco la felicità “, non è vero, è tutta la vita che vi accontentate, è tutta la vita che accettate l’idea di felicità che vi propongono gli uomini che avete accanto.

La loro felicità non è la vostra.

“ Saretta, perché non mi dai mai retta?

È inutile ora che piangi, hai fatto l’ennesima cazzata, sta volta non credo ci sia rimedio.”

A me dispiace essere diretta, a volte sembro cattiva, non lo sono, ma non posso nemmeno darle una pacca sulle spalle e dirle che tutto andrà come desidera.

Sara, porca miseria mi fa diventare matta.

Sara è un groviglio di tutte le peggiori fregature che una donna possa aver ricevuto.

Lei è stata ingannata, tradita, lasciata, usata da tutti, dal compagno di banco che le copiava i compiti e poi incolpava lei di copiare davanti ai professori al salumiere che le fa sempre due etti e mezzo di prosciutto anche se ne chiede due.

Sembra nata per essere raggirata.

È carina, intelligente e cerca di piacere sempre a tutti.

Seguendo le passioni e le esigenze degli ex ha fatto corsi di cucina, ha studiato chitarra classica, ha vissuto a Roma, Rovigo e Livorno, è andata in vacanza in montagna pur amando il mare, a studiato economia e commercio ma non ama i numeri.

Ha sempre vissuto la vita degli altri.

Non per mancanza di passioni, ma per sentirsi accettata da chi aveva accanto.

Nessuno l’ha costretta, è stata lei a mollare sempre ogni suo progetto per seguire quelli di un’altro.

È insicura da morire.

L’ultimo ragazzo l’ha mollata per una che lavora in un circo.

Da allora, cioè un anno e mezzo fa 

si “ innamora” perdutamente una volta al mese di soggetti ambigui che dopo due giri di giostra non la cercano più.

Sta collezionando una serie di rifiuti che le fanno male, che la rendono ancora più insicura.

Le carte sono mie alleate, ma non sono una fattucchiera.

Il comportamento umano non è una scienza esatta, ma molto spesso è indicativo di errori ripetuti nel tempo.

Sara ha poca percezione di se, dei suoi interessi del suo benessere.

Questo e una totale assenza di autostima la portano a ripetere ciclicamente atteggiamenti sbagliati nei confronti degli uomini.

Conosce un uomo, le piace,

inizia a tampinarlo , escono, fanno sesso, diventa ossessiva, chiede in continuazione quando potranno rivedersi, fanno di nuovo sesso, continua a essere molesta, la scaricano.

Gli uomini sono semplici.

Non stupidi, ma semplici.

Se con una ragazza stanno bene continuano ad uscirci, se la ragazza in questione manifesta da subito atteggiamenti da rompipalle no.

Nessuno vi dice di non essere voi stesse, l’interesse è bello, farsi sentire è importante , pretendere attenzioni è giusto, ma stalkerare NO!

Se avete passato una bella serata si rifarà vivo, se è stata bella per entrambi aspettate, non siete il centro del suo mondo, probabilmente non lo sarete mai, un uomo non ragiona come noi, ha già il lavoro, gli amici, il calcetto, dovete dargli pace.

Evitate i mille messaggi dal buongiorno alla buona notte passando per il buon pranzo.

Non servono.

Accettate il fatto che le persone hanno una vita, la maggior parte delle volte complicata, cercano di destreggiarsi tra mille impegni e scocciature.

Dovete essere un’oasi di pace non un girone infernale.

Il tempo per parlare di convivenza, figli e matrimonio verrà, non potete cercare casa per “voi” quando quel voi non esiste.

Dimenticate cenerentola e le storie dei romanzi harmony, ci hanno prese per il culo fin da bambine.

Partiamo dalle basi.

Avete un lavoro, avete una famiglia, degli amici, un cane o un gatto, una casa, degli interessi.

Bene.

Non state tutto il tempo davanti al telefono aspettando un messaggio.

Uscite, fate la vostra vita, non fermate le vostre normali attività per una persona che potrebbe anche non essere quella che vi fa stare bene.

Ricordatevi che i vostri sogni e i vostri desideri vanno coltivati e poi nel tempo condivisi.

Conoscersi è un processo graduale.

Non bisogna dare tutto subito.

Bisogna dosare le emozioni, perché anche gli uomini oggi sono spaventati.

Hanno paura di non essere all’altezza, di non riuscire a gestire tutto, hanno paura di soffrire, hanno paura come noi.

Sarà mi fa diventare matta.

Sono ormai mesi che la rimprovero e sono ormai mesi che ripete gli stessi errori con ragazzi diversi, perché ovviamente la sua ansia di piacere non la rende appetibile.

Con alcuni non ha fatto in tempo nemmeno a uscirci per un aperitivo.

Si sono dileguati prima.

Ormai ci si conosce sui social .

Ci si scrive prima di vedersi.

Essere allontanati ancor prima di un incontro è pesante.

Dopo mesi di delusioni e comportamenti sbagliati è arrivata la luce.

Passo dopo passo segue i miei consigli.

Questa volta ce la farà, continua a ripeterlo.

Matteo fa il tatuatore.

Ha 45 anni e una vita piena.

È carino, educato, sembra uscito da un romanzo inglese del secolo scorso.

Non è volgare, non chiede foto intime, parla di se e chiede di lei.

Si incontrano si piacciono.

Lui è gentile, ridono molto, bevono un paio di drink poi a casa.

Le manda subito dopo un messaggio per ringraziarla e lei si trattiene, aspetta qualche ora poi risponde in modo semplice “ grazie a te, è stata una bella serata anche per me.”

Avrebbe voluto scrivere per ore.

Ma almeno su questo avevamo stretto un patto.

Non tartassarlo.

Lascia che la bella serata sedimenti.

Il giorno dopo lui riscrive.

Fa conversazione, in modo semplice, lei risponde adeguatamente, senza chiedere nulla.

Il giorno dopo lui le chiede di uscire di nuovo.

Tutto procede bene.

Iniziano a sentirsi regolarmente.

Inizia una frequentazione.

Lei si trattiene molto, ma l’ansia la divora.

Gli fa mille domande per avvicinarsi ai suoi gusti, e lentamente inizia a tentare l’ennesima metamorfosi.

Ma lui non è felice di questo, a lui piace il suo abbigliamento colorato di quando l’ha conosciuta, i suoi capelli naturali, il viso acqua e sapone, le chiede spiegazioni e lei entra nel panico.

L’unica cosa che riesce a dire è che lo ha fatto per lui.

Matteo non ha chiesto nulla a Sara, non ha chiesto mai nulla a nessuno e questa cosa lo spaventa.

Non ha bisogno di una bambola.

Vuole una donna.

Rimane freddo e distanze per qualche giorno, poi la chiama e le chiede di uscire.

Sara sempre nel panico.

Sempre di più.

È convinta che la voglia vedere per scaricarla.

“ Non ti porterebbe a cena fuori se volesse farlo, stai tranquilla, tu gli piaci come sei, non hai necessità di sembrare altro, vestiti come ti senti a tuo agio, parla dei tuoi interessi che sono molti, parla del tuo lavoro che è interessante, parla di quello che ti pare ma non essere pesante, sdrammatizza il tuo comportamento, digli che come ogni donna hai bisogno di cambiare look non che lo hai cambiato per piacere di più a lui, digli che facevi la ruffiana, non passare per una che non ha carattere.

E soprattutto stai calma.

Non fare scenate.

Non fare cazzate.

Non esagerare con i complimenti 

Non fare scenate.

Non fare cazzate.

Non mostrarti spaventata.

Goditi la serata in modo semplice.”

Secondo voi se l’è goduta?

Assolutamente no.

È arrivata tesa, vestita come una drag queen incerta su tacchi vertiginosi, nervosa e per nulla interessata a passare una bella serata, aspettando solo il momento in cui sarebbe stata scaricata.

Una serata pesante per Matteo.

Ma il meglio doveva ancora arrivare.

Usciti dal ristorante vanno a bere una cosa in un locale in centro, tanta gente che si diverte, loro due tesissimi.

Incontrano degli amici di Matteo, bevono una birra con loro, Sara  ne beve due, poi Matteo saluta delle persone, una ragazza si avvicina a lui e iniziano a parlare.

Sara è scocciata e non fa nulla per nasconderlo, prende un’altra birra, ma non regge bene l’alcol.

Mentre Matteo parla lei se ne sta lì sola, potrebbe scambiare due parole con gli amici con cui è stata fino a poco fa, ma preferisce stare dietro Matteo e la sua interlocutrice con aria minacciosa e scazzata.

Bevuta la birra si avvicina barcollando e tira via Matteo per la camicia.

Lui non riesce a crederci.

Le dice di aspettarlo fuori, si scusa con la ragazza con cui sta parlando , la saluta e raggiunge Sara fuori dal locale.

Li inizia una discussione veramente imbarazzante.

Lui cerca di allontanarsi dal locale, è una persona carina e educata, non gli piacciono le piazzate, lei visibilmente ubriaca gli grida in faccia che è uno stronzo, che l’ha lasciata lì da sola in mezzo a degli sconosciuti.

Più lui cerca di allontanarsi più lei grida.

La gente inizia a guardarli.

“ Perché mi hai portata qui se vuoi lasciarmi? Perché non lo hai fatto e basta?”

Matteo non sa che fare, la prende per un braccio e la trascina verso la macchina.

Appena arrivano al parcheggio si scusa per il modo in cui l’ha portata via , si scusa per averla lasciata sola dieci minuti mentre parlava di lavoro con la sua commercialista, si scusa se l’ha portata a cena e si scusa anche per averle detto che le piaceva quando era più semplice.

Si scusa di tutto, anche per averla fatta bere.

La fa salire in macchina, la accompagna sotto casa e li le dice che con molto dispiacere non ha più intenzione di vederla.

Si scusa di nuovo, ma lui vuole essere sereno, vuole ridere e scherzare, non vuole sentirsi a disagio e non ha fatto nulla di così tremendo per scatenare una scenata del genere.

Lei non dice una parola.

Apre lo sportello e si infila nel portone.

“ Ma perché hai fatto sta scena da matta ?

Me lo spieghi? Che volevi dimostrare?”

“ Mi voleva lasciare comunque, ha trovato il modo più semplice.”

“ Vedi Sara, probabilmente hai allontanato l’unico ragazzo che meritava di essere frequentato, l’unico che nonostante tutto volesse conoscere te non cambiarti in un’altra donna, hai fatto tutto da sola, come sempre, solo che questa volta lui meritava.”

“ Cosa posso fare per risolvere la situazione? Ti prego dimmi che non è irreparabile.

Fammi le carte, dammi una possibilità.”

“ No sono io che devo darti un’altra opportunità Sara, a me non me ne viene nulla , tutto quello che in questi mesi ti ho detto doveva servire a farti trovare un equilibrio e una stabilità interiore, non sono io che devo perdonarti e nemmeno Matteo, tu devi imparare a stare bene a non sentirti perennemente giudicata, devi amarti e crescere emotivamente, ti rendi conto che le tue storie sono tutte uguali? 

Non è che sei sfortunata, e non incontri solo degli stronzi, hai mai pensato a costruire delle basi più solide su te stessa?”

Silenzio.

Nessuna risposta.

“ Facciamo un giro di carte va… 

Destra, sinistra o centro?”

La temperanza, l’Eremita, la Torre, la ruota della fortuna, la Morte.

Hai bisogno di stare tranquilla, di moderazione, di solitudine ma non di tristezza, devi scoprire il piacere della solitudine.

È solo così che capirai quali sono le cose che sono importanti per te, se continuerai a circondarti di storie inutili ti farai del male.

Questa solitudine ti porterà ad evolvere e a riconoscere negli altri ciò di cui hai bisogno.

Questa sarà la tua rinascita e anche se non avrai subito una storia starai bene perché apprezzerai la tua vita, i tuoi interessi, i tuoi affetti e li apprezzerai perché sono le cose che fanno di te la persona che sei.”

 Silenzio.

Nessuna risposta.

“ Sara? Ci sei?”

“Si, scusa Aurora stavo riflettendo, dunque non dovrei cercare Matteo, non dovrei cercare nessuno, dovrei stare da sola e non avere nessuna storia?”

“ Si , esattamente così… passa più tempo con gli amici e con la tua famiglia, riprendi in mano i mille progetti che nel tempo hai abbandonato, dedicati a te.

Sarà un successo, amati, sei la persona con cui dovrai passare tutto il resto della tua vita, quando avrai raggiunto la tua  stabilità tutto il resto verrà da se. 

Sei giovane intelligente e in gamba, non buttarti via per inseguire cose che non ti appartengono.

Ce la puoi fare.”

Sara potrebbe essere il mio più grande successo o il mio peggiore fallimento.

Ma non sono io a deciderlo.

Solo lei può.

Non siamo preda degli eventi, noi siamo gli artefici del nostro futuro, una volta capita questa cosa nessuno può fermarci.

Amatevi, amatevi pienamente, questa è l’unica , vera, chiave della felicità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso, all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è amore di sé.

(Charlie Chaplin)

Instagram

[instagram-feed]