Guarda dove vai

Fa troppo caldo per dormire, tanto vale alzarsi e scrivere un po’.

Da qualche tempo penso a tutte le situazioni strane che mi avete raccontato in questi vent’anni di lavoro, rifletto non sulle modalità ma sul principio per cui tanta, tantissima gente sia infelice nel proprio rapporto di coppia o più semplicemente insoddisfatta della propria vita.

Ci hanno insegnato che le donne devono essere delicate, affettuose, remissive, che devono avere un compagno di vita, una casa sempre in ordine, una casa che profumi di biscotti appena sfornati, una merenda sana per bambini felici che studiano in silenzio in cucina.

Ci hanno insegnato che gli uomini sono forti, che ci proteggono, che lavorano duramente per il benessere della famiglia, una famiglia unita intorno allo stesso tavolo su cui si studia e si preparano pasti sani.

Ci hanno insegnato che in estate si va al mare, che la domenica si va a messa, che quando piove si sta in casa e che non si parla ad alta voce dalle due alle quattro del pomeriggio.

Le mamme, le nonne, i film, la televisione, la scuola, la chiesa, la moda, la politica.

Tutti hanno cercato di dirci quale fosse la strada giusta da seguire.

Ma nessuno ci ha mai detto che le nostre scelte sono solo nostre, che seguire la corrente porta solo in mari già conosciuti, che non c’è una retta via uguale per tutti perché non siamo tutti uguali.

Nessuno ci ha mai detto che pensare alla nostra soddisfazione personale fosse giusto, che avere degli interessi anche strampalati purché veri fosse vitale.

Nessuno ha mai premiato o apprezzato le nostre piccole sane ossessioni , relegandole a cose intime, di cui è meglio tacere.

Chi è riuscito a essere felice con se stesso lo ha fatto solo attraversando conflitti interiori enormi o è stato così fortunato da fregarsene del giudizio degli altri.

Ma la maggior parte di voi, di noi , ha dovuto toccare il fondo prima di risalire e sentirsi speciale nella propria pelle.

Oggi non c’è una storia per voi, ce ne sono mille…

C’è la mamma che non voleva figli ma ha ceduto perché tutti le dicevano che avrebbe dovuto averne, guarda quei bambini che ama e pensa a quanto si senta costretta e vincolata nel prendersi cura di loro;

soffre due volte, per la vita che avrebbe voluto e per l’ingratitudine verso quella che ha.

C’è chi avrebbe voluto vivere altrove, viaggiare, andare lontano, ma “l’azienda di famiglia conta su di te” e ha abbandonato i propri sogni di esplorazione, e visto che il lavoro impegna molto in vacanza va  a 50km da casa per non stressarsi ulteriormente.

C’è chi è gay, ma ha così paura di deludere gli altri da vivere una doppia vita , sposato con figli un mutuo e il cane di giorno e assiduo frequentatore di club o siti di incontri omosessuali di notte.

C’è chi ha incontrato il meno peggio e ci si è sposato perché tanto di meglio non avrei trovato.

C’è chi invece cerca sempre di più e manda a puttane le cose semplici.

Ci hanno insegnato che sembrare felici è più importante di essere sereni.

E ci hanno illuso.

La felicità è uno stato momentaneo, la serenità invece può essere duratura e appagante.

Nessuna scelta è giusta e nessuna scelta è sbagliata, purché sia nostra , purché sia frutto di un nostro vero desiderio.

È frutto di un momento in cui era giusto agire in questo o in quell’altro modo.

Non vi sto dicendo di fare pazzie, tantomeno di rivoluzionare le vostre vite , ma vorrei chiedervi di essere sereni, ora, con chi state , con chi volete stare, nel lavoro che fate, nella casa in cui abitate, ora è il momento di cercare equilibrio, anche se faticoso e destabilizzante cercate di essere quello che veramente siete.

Nessuno vi farà un applauso per essere stati bravi a vivere in un modo che non vi appartiene.

E non riceverete un Oscar come attore protagonista di un film che non vi entusiasma.

Se non riuscite a essere sereni cercare il modo per diventarlo, esplorate i vostri desideri più nascosti, coltivate le vostre ambizioni, inseguite i vostri sogni.

Non si è mai troppo grandi per cambiare e i cambiamenti non arrivano senza sacrificare qualcosa.

Non nascondetevi dietro le responsabilità, dietro l’età, non nascondetevi dietro le convenzioni che vi vogliono ormai sistemati , non è uno status a farvi sentire bene.

Non accontentatevi di ciò che passa il convento, non nutritevi di briciole, non vi fermate se non siete appagati.

Siate coraggiosi, siate convinti, siate ciò che volete.

Siate sereni.

La felicità arriverà di conseguenza.

E quando accadrà ogni sforzo sembrerà non essere mai esistito.

Amatevi e ricordatevi che siete importanti, voi, i vostri sentimenti, i vostri sogni, i vostri desideri sono importanti e non dovete lasciare che qualcuno lo calpesti.

Non credete a chi vi dice che non potete cambiare, non credete a chi vi vuole fermare, non smettete di cercare.

Non smetterò.

Non smetteremo.

Anche se questo comporterà dei momenti duri.

Il mondo ha bisogno di persone felici.

Ne ha bisogno ora.

“Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente
chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo
quando è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce
o non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.”

                                                 Martha Medeiros

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