Le donne lo sanno

Dio benedica l’inventore dell’aria condizionata.

Ho fatto un piccolo investimento e finalmente ho un condizionatore, adesso è tutto più semplice;

di notte posso dormire e di giorno somiglio ad un essere umano.

Un caldo così intenso rende tutti più nervosi e il nervosismo non aiuta a rimanere lucidi.

Oggi parliamo di questo, mantenere la calma per affrontare i problemi in modo razionale.

Ogni conflitto è risolvibile ma bisogna affrontare la tempesta con il giusto autocontrollo.

Se lasciamo che a prevalere sia l’emotività rischiamo di sfogare la rabbia ( cosa salutare ma effimera ) senza arrivare alla risoluzione del problema.

Livia è focosa per natura.

Ha l’aspetto di una bambola ma il temperamento di un drago.

È sposata da 9 anni con Giuliano ma stanno insieme da quasi 13 anni.

Si sono conosciuti in un locale notturno a Roma dove Livia lavorava come barista ai tavoli.

Lui passava spesso il week in città pur vivendo in provincia.

Era sempre in compagnia di gente poco raccomandabile, quel tipo di persona che porta sicuramente guai.

Fu un colpo di fulmine per entrambi ma Livia era cauta, non accettò subito gli inviti i regali e la pressante corte.

Quando lo fece fu subito amore.

Pochi mesi dopo Giuliano spari un paio di giorni e ricomparve pieno di ecchimosi e lividi, Livia preoccupata lo costrinse a raccontarle cosa fosse successo.

Frequentava un giro di bische, doveva molti soldi a delle persone, non aveva pagato e era stato picchiato.

Lo curò, lo aiutò a pagare ma chiese come condizione imprescindibile la fine di quella vita.

Lo convinse a frequentare un centro per dipendenze dal gioco e subito dopo questo percorso si trasferirono in un paesino tra Umbria e Toscana, lontani dalla città, lontani dalle tentazioni, lontani da tutto ciò che potesse ricordare la vita di prima.

Nella nuova piccola realtà Livia si trovava al sicuro e non faticò ad ambientarsi.

Giuliano veniva da un posto simile e anche se si sentiva un po’ prigioniero trovò il suo equilibrio.

Giuliano trovò lavoro come camionista in una piccola azienda di trasporti.

Il lavoro gli piaceva e il capo lo prese subito sotto la sua ala protettiva.

Due anni dopo quando andò in pensione lasciò a Giuliano e a un’altro collega la direzione della ditta.

Servirono sacrifici per rilevare l’attività ma erano entrambi giovani e volenterosi ce l’avrebbero fatta.

Così fu.

Livia lasciò il lavoro e si dedicò alla contabilità dell’azienda.

Non amava particolarmente questo lavoro ma Giuliano andava controllato, aveva troppi soldi  da gestire e poco senso pratico.

Nel giro di pochi anni avevano estinto il prestito e avevano avuto un figlio.

Poi avevano comperato casa e era arrivata la secondogenita.

Decisero di sposarsi.

Tutto bene per qualche anno.

Poi d’improvviso due anni fa Livia a causa di una caduta si ruppe tibia e perone e dovette allontanarsi dal lavoro per lunghi mesi.

Non fu semplice, con due bambini, la famiglia lontana prendersi cura di se e di tutte le altre cose.

Ma nel tempo aveva costruito solide amicizie e  le furono tutti molto vicini.

Giuliano aveva ripreso a lavorare molto, come ai tempi in cui dovevano pagare il mutuo, diceva che la crisi economica si faceva sentire e che doveva farlo.

Disse a Livia che non occorreva che tornasse a lavorare, aveva assunto una ragazza che seguiva la contabilità e gestiva le spedizioni.

Sul momento si senti sollevata , poi una volta guarita volle comunque dare una mano.

La convalescenza era stata lunga e faticosa e si sentiva in colpa per aver abbandonato il lavoro , adesso era guarita e voleva essere utile.

Tornò in azienda e trovò qualcosa che non le piacque affatto.

Regnava il caos, il magazzino sembrava trascurato, i mezzi fermi in manutenzione, l’ufficio pieno di carte sparse e nessuno che rispondesse al telefono.

Dov’è Giuliano?

Dov’è la segreteria che ha assunto?

Dove sono tutti?

Provò a chiamare suo marito ma non rispose nessuno, così decise di mettere almeno in ordine l’ufficio.

Più cercava un filo logico meno riusciva a trovarlo.

C’erano tanti, troppi pagamenti insoluti, richieste di soldi , assegni tornati indietro.

Ma come è possibile?

Non c’era nessuna segretaria, non c’erano soldi, la ditta stava fallendo, ma allora dov’era suo marito?

Un dubbio che le fa bollire il sangue, ha ripreso a giocare.

“ Non posso crederci Aurora, come ha potuto fare a me e ai suoi figli una cosa del genere?

Sono mesi che gioca, da quando sono stata in ospedale, dice che non ha saputo gestire lo stress.”

“Quanto è grave la situazione in termini economici?”

“ Grave, ma non gravissima, se non altro non ha debiti con quei delinquenti o con degli strozzini, con la banca è un casino ma si può ancora fare qualcosa.”

“Bene, allora facciamo qualcosa “

“Noooo… io non voglio fare nulla per questo cretino, abbiamo due figli che potrebbero non avere una casa domani, io non intendo aiutarlo, non intendo sacrificare loro o me per questo disgraziato, tutti sapevano e nessuno mi ha detto nulla, facendomi passare per la cattiva, quella  che non avrebbe capito e non avrebbe accettato, adesso non accetto davvero, dormisse sul camion che almeno capisce che vuol dire buttare all’aria tutto.”

“Livia, se sei qui è perché hai bisogno di aiuto e io voglio aiutarti, non restare chiusa nel tuo orgoglio, respira, lascia che il cervello riprenda a girare, non fare la sciocca, stai giocando con il futuro dei tuoi figli.

Le carte ti hanno sempre indicato la strada, non prendere decisioni senza prima vedere cosa dicono.”

“Se mi dicono di aiutarlo non lo farò, non ho la forza per ricominciare un’altra volta da zero.”

“ Si che c’è l’hai, altrimenti saresti già lontana e soprattutto non saresti venuta da me.

Avanti, scegli… destra, sinistra o centro?”

Il Mondo rovesciato sull’Imperatrice.

La Forza, la Papessa, il Carro la Ruota di Fortuna.

“ È necessario aggiungere altro? Conosci le carte , sei tu il perno su cui ruota tutto, se non prendi in mano la situazione perderai Giuliano, perderai la casa e l’attivita, lui non è in grado di farcela da solo; ha bisogno del tuo intuito e della stabilità che solo tu sai dargli, è solo una donna che può aiutare l’evoluzione della situazione, se lo farai la cosa si risolverà e tornerete a sorridere insieme.”

“ Aurora, io non credo di volerlo più vedere dopo questo è tu mi dici di aiutarlo?”

“ Non sono mica io che lo dico, sono le carte e loro non sbagliano mai.

Fidati di loro, in cuor tuo sai che questa è la strada, non sarà facile ma i tuoi figli meritano una possibilità e solo tu puoi dargliela.

Fidati e rimetti in piedi tuo marito.”

Sono passati quasi otto mesi da quel giorno.

Giuliano lavora come un somaro.

Livia gestisce contabilità e spedizioni, ottimizza i viaggi e gli sprechi sono minimi.

Ha creato un piano di rientro che funziona e permetterà con altri sei mesi di sacrifici di allentare un po’ la presa.

Hanno dovuto vendere un camion e licenziato due operai, hanno venduto la macchina di Livia e alcuni gioielli, hanno sacrificato i soldi messi da parte per Il futuro dei ragazzi .

C’è ancora tempo prima che vadano all’università e nell’immediato sono stati preziosi.

C’è ancora da fare, Livia non molla Giuliano nemmeno quando guida, ha istallato nel suo camion una telecamera e lo sorveglia.

A lui non dispiace, dice che gli piace avere il guinzaglio corto, non sa gestire la libertà.

Livia è stanca ma non ha tempo per riposarsi, è troppo impegnata a tenere tutto a galla.

I ragazzi stanno crescendo e lei ha voluto renderli partecipi dell’accaduto, devono capire che gli errori si pagano e si pagano non solo in prima persona, ma tutti quelli che ci sono vicini sacrificano qualcosa per un nostro errore.

È convinta che crescendo avranno una percezione diversa dei beni materiali, sono solo cose, ma togliendo ad ognuno della famiglia una cosa la famiglia si è salvata.

Mi ringrazia sempre, ma io so benissimo che anche se le carte avessero dato un’esito diverso lei avrebbe seguito la stessa strada.

Avrebbe seguito il suo cuore che batte per quell’uomo così vulnerabile da essere la sua ancora e il suo mare in tempesta contemporaneamente.

Non si ama più quando i sacrifici costano; si ama poco quando ci si accorge di farne.

(Pierre-Marc-Gaston de Lévis)

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