In vacanza da una vita

Tornare è un po’ morire… 

riprendere in mano tutte le cose lasciate in sospeso richiede un grande sforzo, si torna alla routine, ad abitudini alimentari sane e controllate, si torna in palestra, si torna alle lavatrici, alla corsa quotidiana contro il tempo.

Si torna.

Le vacanze sono necessarie, non solo per il riposo fisico ma anche e soprattutto per il senso di libertà che ci regalano.

I bambini vanno a letto più tardi e si svegliano quando vogliono, mangiamo tutti più porcherie, ci regaliamo piccoli vizi, piccole soddisfazioni che accompagniamo 

da un “ chissenefregasonoinferie” a giustificare o scusare un comportamento che normalmente non avremmo.

Avete mai pensato che la bellezza della libertà è solo una conseguenza della vita frenetica che viviamo ogni giorno?

Se fossimo sempre senza freni non riusciremmo a coglierne l’essenza.

Monica, 42 anni, single, bella presenza vive in vacanza da una vita;

ha un lavoro, che le fa anche guadagnare bene, ma è un lavoro che non la affatica , non le da scocciature, ma anzi la diverte.

All’inizio degli anni 90 i suoi genitori si separarono e la nuova moglie di suo padre per accaparrarsi la sua benedizione le propose di lavorare per lei nell’azienda di famiglia.

Monica non aveva esperienza in nessun ambito, il suo diploma da geometra non la aveva formata per nessun lavoro e invece di poltrire sul divano aveva accettato.

Si recava oggi giorno in azienda, ma non avendo un ruolo specifico ne particolari doti, fu “ costretta “ a seguire la matrigna in tutti i viaggi lavorativi come assistente.

In realtà non assisteva a nulla, la donna , emancipata e con un carattere piuttosto forte non aveva necessità di nulla, ma credeva che il contatto stretto in ambienti di prestigio avrebbe aiutato la ragazza a volerle bene.

Così fu.

Negli anni a seguire le trovarono una sorta di lavoro, controllare lo standard di qualità dei punti vendita 

sparsi in tutta Italia e in Europa dei prodotti dell’azienda.

Una vera e propria pacchia.

Due giorni a Milano, due a Napoli, quattro a Parigi, cinque a Dublino e così via, il tutto senza mai dover sborsare un soldo.

Non è un lavoro difficile, sono beni di lusso quelli che producono e non li trovi di certo in negozi di bassa qualità.

Monica avrebbe tutte le carte in regola per essere felice e invece è tremendamente insoddisfatta.

Ha un compagno normale, con un lavoro normale che fa progetti normali -una casa con giardino un cane un figlio le vacanze estive il pranzo di Natale in famiglia- , un bravo ragazzo che la ama insomma, ma ha anche un amante che la lascia appesa a sogni di avventure che non faranno mai.

E lei spasima per queste promesse.

Fondamentalmente il suo amante non è che un ciarlatano, agente di commercio di giorno, mediocre cantante di notte, sposato con una appariscente signora più grande di lui che finanzia la sua passione per il canto.

Monica sta lasciando il compagno per vivere queste promesse.

Da settembre si trasferirà a Roma e lascerà il suo fantastico lavoro.

A nulla sono servite le proteste del padre, della matrigna e della madre.

A nulla sono servite le proposte dell’azienda di ridurre i viaggi esteri e diradare quelli sul suolo Italiano.

A nulla sono servite le carte.

Lo scorso giugno ha lasciato il lavoro e ha iniziato a cercarsi una casa nella capitale.

Nel mio piccolo ho cercato di dissuaderla, non tanto dal lasciare il compagno o un lavoro che evidentemente non ama più, ma dal farlo per seguire un uomo che sta con un’altra e che in pratica non ha mai concretizzato una sola delle promesse fatte.

Da un paio di mesi ci sentiamo al telefono, è a Roma e non può venire in studio come faceva prima.

Circa un mese fa mi ha chiamata al cellulare , era su tutte le furie, l’amante le ha detto che non può lasciare la moglie per stare con lei.

E certo che non può, chi pagherebbe le lezioni di canto, l’attrezzatura, la sala prove?

Di certo non Monica, che nel tempo ha guadagnato bene ma ha anche investito il suo denaro e non ha nessuna intenzione di cambiare i suoi piani di accumulo, ha vincolato i suoi soldi per permettersi una vita agiata ma senza sperpero.

La sua priorità è comperare casa e non vuole cose dozzinali.

È pur sempre una donna di classe.

Dunque Monica è furiosa.

Qualche giorno dopo mi ha chiamata di nuovo per dirmi che la moglie dell’amante li aveva scoperti e lui aveva deciso di troncare senza accettare repliche.

Panico.

“ Ho lasciato il lavoro per lui, ho lasciato la mia famiglia, il mio cane, la mia azienda e lui mi blocca il numero???

Capisci Aurora? Che uomo di merda è uno così?

Voleva che gli garantissi mille euro al mese per fare il pupazzo in giro nei locali , ma che sono la tua donna o la tua banca?

Secondo me non è nemmeno vero che la moglie ha scoperto tutto, questo è solo un morto di fame che vuole farsi mantenere.”

Finalmente!!!

“ Senti cara, francamente di uomini così ne è pieno il mondo e finché sono un passatempo gradevole vanno anche bene, la cosa che assolutamente devi fare è riprenderti il tuo lavoro, parla con la moglie di tuo padre, non essere orgogliosa, non buttare tutto alle ortiche.”

Le carte non davano grandi speranze ma speravo di sbagliarmi.

Invece no, quel lavoro fantastico era stato assegnato alla nipote della matrigna, laureata di fresco, erede del 20% delle quote, si era guadagnata senza sforzo il lavoro dei sogni.

Il lavoro di Monica.

Dopo giorni di pianti, crisi isteriche e sbornie tristi ho provato a farla ragionare su cosa le sarebbe piaciuto fare.

Tornata con i piedi per terra la sua unica risposta è stata “ una vita normale, un lavoro normale, dal lunedì al venerdì, qualche uscita con gli amici, un uomo con cui uscire di tanto in tanto, una casa mia e un gatto che mi aspetti al mio ritorno.

Pensi che potrò farcela?”

Destra, sinistra o centro?

La Papessa sul Giudizio.

Il Carro.

La Temperanza e il Diavolo.

“ Certo che ce la fai tesoro, la Papessa è la donna che da vent’anni è come una madre per te e se le dici chiaramente quali sono i tuoi sogni non solo ti aiuterà ma capirà le difficoltà che fin’ora hai incontrato, il Giudizio rappresenta le parole, la verità…io capisco, è difficile avere sempre la valigia pronta, non dormire mai una settimana nello stesso letto, tu vuoi stabilità, è una donna e ti vuole bene parlale come stai facendo con me;

Se ti aprirai e il Carro ne è la prova, avrai il giusto successo.

Prenditi del tempo per te , la Temperanza è la carta dell’equilibrio, tu ne hai assoluto bisogno e una volta ritrovato sarai una persona nuova, piena di magnetismo di energia e carisma.”

Tornare è un po’ morire.

Ma è anche cambiare rotta.

Monica ha ottenuto sei mesi di aspettativa dall’azienda.

Non avrà più il suo lavoro fantastico, è un lavoro adatto a una ragazza giovane che deve fare esperienza.

Tra sei mesi avrà il suo ufficio, nella sede di Roma, da li dirigerà in tandem con lo staff già presente l’ufficio qualità, avrà un compito più difficile ma più concreto, più adatto alle sue esigenze.

Ha comperato un appartamento e lo sta ristrutturando, ha deciso intanto di seguire uno stage in management per non sentirsi inadeguata al suo nuovo ruolo.

È in contatto con un rifugio per gatti abbandonati e visto che l’appartamento ha un bellissimo terrazzo ne adotterà due, non ci sono uomini al momento nella sua vita , non ne ha bisogno, ha più bisogno di se stessa , di una banale, stereotipata quotidianità che renda la libertà una fantastica evasione.

Niente logora così tanto come le vacanze, quando si prolungano.

(Jean-Christophe Rufin)

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