La partita di pallone

Cosa fa felice un uomo?

Una donna che cucini bene, che non lo stressi la domenica mentre guarda la partita e la birra gelata.

Con qualche piccola variazione, i maschi sono esseri semplici e lineari.

Il problema sono le donne;

da sempre portatrici sane di rotture di coglioni, non perché una cosa non ci vada bene, ma perché è nel nostro DNA , dobbiamo sempre trovare il pretesto per battibeccare, per far notare una mancanza, per elevarci a giudici indiscussi nella vita dei nostri partner.

Forse lo facciamo perché in quanto educatrici di prole sentiamo il bisogno di raddrizzare anche i nostri compagni, comunque se ci dessimo tutte una calmata sarebbe salutare.

Luisa ha passato la cinquantina , è istruttrice di nuoto da quando si diplomò all’isef verso la fine degli anni 80.

Nel 1994 ha sposato Enrico, di qualche anno più giovane di lei, idraulico di professione e calciatore per passione.

Non hanno avuto figli, ma la loro vita è stata comunque bella e ricca .

Hanno impegnato il loro tempo in scalate , triatlon, maratone famose e tutti gli sport umanamente praticabili.

Ogni viaggio è stato improntato sulle attività da poter svolgere insieme.

Poi tre anni fa Enrico ha avuto un incidente sciando e ha dovuto mollare la maggior parte degli sport.

Si è impigrito, ha messo su qualche chiletto e lo sport ha iniziato a seguirlo alla tv.

Luisa ha cercato di stargli accanto anche in questa metamorfosi, ma la passione ha vinto, ha continuato a viaggiare e fare quello che amava in solitudine.

Da circa un anno però è stanca di girare il mondo e soprattutto di farlo da sola.

Ma è ancora più stanca di avere un bradipo sul divano che segue anche le corse dei cavalli.

Non hanno più una vita sociale, c’è sempre un incontro, una partita, una corsa, un qualcosa di imperdibile da seguire.

 Poco dopo l’incidente lei si è trovata un amante.

“ Io sono stanca di questa situazione, per portarlo al compleanno di sua madre ho dovuto faticare… iniziava il campionato è non poteva perdersi la partita della Juve, come ha fatto a diventare così? Come ho fatto a lasciare che accadesse? Io non lo posso più vedere con quel telecomando in mano tutto il giorno. 

Non dirmi che sono cattiva, ma spesso lo insulto pesantemente.”

“ E lui non ti risponde?”

“ Mi dice di fare silenzio che non riesce a seguire la partita o quello che sta guardando, alza il volume e ciao… fine dei giochi, fine della lite, fine di tutto, torna nel mondo reale solo per andare in bagno o fare uno spuntino.

Non sono stata sempre così, nel senso che prima di arrivare a trattarlo male ho provato per mesi a farlo ragionare sulla cosa, io per prima seguo il calcio e il nuoto, ma non in modo ossessivo, la mia vita non si ferma per una gara, io esco, vado fuori, vado al cinema, vado anche allo stadio e soprattutto vedo Mario .”

Mario è il suo amante.

Coetaneo, altletico ma non ossessionato dal fitness, un uomo normale con una moglie e un figlio adolescente.

Per vedere Luisa finge di andare in palestra o alle partite della squadra locale .

Si vedono in un appartamento che Mario ha ereditato dal fratello morto prematuramente.

È un uomo sessualmente focoso e poco incline alle confidenze, parla poco della sua situazione familiare e in fondo a Luisa va bene così, non sono più ragazzini , non vogliono vivere un amore romantico.

Fanno l’amore, bevono una bottiglia, mangiano e parlano di altre cose.

Nessuno dei due vuole lasciare il proprio partner per l’altro.

Una situazione quasi idilliaca.

Ma la quiete sta per finire.

Appuntamento a casa, Luisa ha le chiavi, se arrivano ognuno per conto proprio in un palazzo di 12 appartamenti danno meno nell’occhio.

Sale , entra e trova Mario seduto sul divano con una faccia strana.

L’appartamento è al buio, c’è solo la luce della cappa in cucina accesa, ma Luisa tarda a capire, si avvicina a Mario per baciarlo quando sente una voce alle sue spalle.

“ E così saresti tu la zoccola che si scopa mio 

marito? Bene, fatti guardare meglio, alla luce brutta schifosa.”

E la luce si accende.

Luisa è gelata, Mario la guarda con aria severa ma non dice una parola.

Si gira lentamente e trova di fronte a se una donna, ha una faccia conosciuta ma non riesce a mettere a fuoco dove e come l’abbia incontrata.

Poi riconosce un particolare, un neo sopra il labbro della donna “ Cazzo, la Marilyn del corso delle due “ , prova a dire qualcosa , ma non ha tempo, le arriva uno schiaffone in pieno viso che la tramortisce, cade all’indietro e la Marilyn del corso delle due le è subito sopra.

Mario interviene per separarle ma Luisa ha già un occhio nero e diverse ciocche di capelli a terra.

La bagarre si conclude poco dopo tra grida e insulti, Luisa riesce a raccogliere la borsa e a guadagnare la porta.

Una volta in macchina parte senza sapere dove andare, ma parte.

Si ferma qualche metro dopo nel parcheggio di un ristorante.

Accende la luce e si guarda nel retrovisore.

Dove può andare conciata così?

È evidente che è stata aggredita, è ancora scossa.

Non è lucida.

Chiama un’amica che la va a prendere e la porta a casa sua.

“ È stata la prima volta in tre anni che Enrico ha spento la tv.

Quando mi ha vista si è preoccupato moltissimo, mi ha preso il ghiaccio dal congelatore e lo ha messo sul mio occhio, poi mi ha preparato una tisana e si è seduto accanto a me.

A un certo punto si è messo a ridere così forte che ho pensato fosse diventato matto. 

Mi guarda e fa… “ A saperlo che te le suonava così era meglio non dirle niente” , cioè , non so se hai capito, è stato lui a dire tutto a quella cornuta, sapeva tutto e non ha mai detto nulla.

Io mi sono chiusa in camera e non gli ho più rivolto la parola.”

“ Sono due giorni che non parli con Enrico? Ma soprattutto come va l’occhio?”

“ Ho dovuto prendere dei giorni di malattia è evidente che ho preso un cazzotto , già tutto il paese sarà al corrente della cosa, voglio aspettare di guarire per uscire, ma con Enrico no, non ci ho più parlato , ha spento la tv due giorni fa e non l’ha più accesa, esce di casa fischiando come se fosse felice della mia umiliazione, che stronzo , ma io lo mollo ora… questa non doveva farmela.”

 “Aspetta, rifletti un attimo, non credi che forse tutta la sua apatia possa essere una conseguenza del tuo tradimento? Se lo sa da molto magari non ha trovato altro modo per reagire.

Io se posso, ti consiglio di parlarci e di scusarti pure, anche se ti ha ferita ricordati che lo stai tradendo da quasi tre anni, e non è una bella cosa, soprattutto perché lo hai fatto in un momento in cui lui era in difficoltà.

Ci pensi se fossi stata al suo posto come ti saresti sentita?

“ Ho capito Aurora, ma quella mi ha pestato perché mio marito le ha spifferato tutto, io sinceramente di un uomo così non mi posso più fidare, e se ne compiace ,fischia, canticchia… ma come posso parlarci senza perdere la calma?”

“ Non ti ho detto di non perdere la calma, ti ho detto di parlarci, di litigare se è necessario, l’importante è che torniate a comunicare, poi deciderete cosa fare, ma intanto parlate.”

“ Dovrò farlo anche perché non sopporto più questa situazione, ti aggiorno dai… grazie del consiglio.”

Negli ultimi giorni non ci siamo sentite, ma ho ricevuto diversi messaggi da Luisa.

È fuori col marito, niente sport estremi, l’ha convinta ha passare due settimane in una spa.

Lui ha bisogno di rimettersi in sesto fisicamente, lei psicologicamente, e era giusto farlo insieme.

Sembra che la situazione sia più limpida, lui si è scusato per l’assenza e le poche attenzioni che le ha riservato, ma rinunciare l’infortunio lo ha allontanato dallo sport e dalla donna con cui condivideva questa passione.

È stato come se non avessero nulla in comune dopo.

Luisa ha capito il disagio del marito e lo ha perdonato.

Hanno ancora molto da fare ma le intenzioni ci sono tutte, non è necessario scalare le montagne per stare insieme e divertirsi.

Stanno cercando il modo giusto per ripartire.

Luisa mi ha detto che mi chiamerà appena tornata, ma io credo che non lo farà, ha molto a cui pensare, non è più sola , ha molto da fare per tornare alla sua vita felice e sono certa che ci riuscirà .

Mario e la Marilyn delle due non solo non si sono lasciati, ma sono sempre più spesso in giro per il paese , lei sorride molto, lui col guinzaglio corto un po’ meno, ma probabilmente hanno scelto il male minore.

Forse è più semplice fingere felicità che mostrare sofferenza.

Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei.

(Niccolò Machiavelli)

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