In bianco e nero

“ Sono stanca di essere perfetta, perché non lo sono e non riesco più a gestire la fatica di apparire sempre, costantemente insuperabile.”

Con questa frase è iniziata la mia conoscenza con Sofia.

La sua storia inizia lontano, inizia con sua madre;

Maria è mancata sei mesi fa, da allora Sofia non è più la persona che è sempre stata.

Maria aveva origini umili, figlia unica…considerata un miracolo, arrivata quando i genitori erano ormai troppo grandi per sperare ancora in un dono del cielo.

Eppure questo dono era arrivato.

Nel nome che portava c’era tutta la riconoscenza di cui erano capaci.

Devoti alla Vergine e convinti di aver ricevuto da lei questa creatura crebbero la figlia nel rispetto ossessivo del Vangelo.

Maria rimase presto orfana e vista la familiarità che aveva con l’ambiente ecclesiastico non ebbe problemi a vivere in un collegio gestito dalle suore.

L’educazione era rigida , studiava molto e pregava.

Divenne una ragazza timorata di Dio, con una buona istruzione e poca propensione per le smancerie.

Si sposò con Domenico, figlio del notaio di fiducia del collegio, un buon partito, un bravo ragazzo serio e religioso come lei.

Sofia arrivó dopo un anno dal matrimonio e crebbe in un ambiente sterile di affetto ma senza sofferenze.

Non ebbe mai la percezione che ci fosse qualcosa che mancasse.

Semplicemente era normale ricevere poche coccole e molte regole, amava i suoi genitori e loro amavano lei ma gli slanci di affetto erano sempre misurati e composti.

Questo e una fisicità asciutta e longilinea la resero ben presto un esempio per le altre bambine prima, per le altre ragazze poi.

Impeccabile nell’aspetto , educata nei modi e mai sopra le righe veniva quasi santificata dagli insegnanti.

Era l’esempio da seguire, la figlia che tutti avrebbero voluto, la moglie a cui tutti aspiravano.

Sofia ha avuto ciò che meritava, dopo aver frequentato il liceo classico ha studiato lettere all’università, è diventata professoressa e insegna da più di 25 anni latino e greco nel liceo dove si è diplomata.

È un’istituzione per tutti.

È conosciuta in città per la sua inflessibilità e per il fortunato matrimonio con l’attuale sindaco ( imprenditore vinicolo molto stimato e temuto ).

Ha due splendide figlie, una di venti e l’altra di diciassette anni.

La morte di Maria è stata precoce e fulminea, suo padre Domenico subito dopo ha avuto un ictus e da allora vive in stato semi incosciente in un istituto.

Sono stati mesi molto duri.

Ma lei non ha mai perso la sua apparente perfezione.

Quando la figlia minorenne è rimasta incinta tre mesi fa è crollata.

Ha smesso di andare a lavorare e si è chiusa in un decadente e solitario declino.

L’aspettativa è finita e a malincuore è tornata al suo liceo, ma è tornata trasformata.

Sciatta e svogliata, affaticata e poco attenta.

I ragazzi e gli altri insegnanti sono preoccupati per lei, così come il marito e le figlie.

La grande studia a Roma e non può essere sempre presente, la piccola si sente in colpa per la sua gravidanza e vive malissimo la situazione già di per se complicata.

“ La morte di mia madre così all’improvviso mi ha fatto mancare la terra da sotto i piedi, è come se mi fossi svegliata da un lungo sonno;

la mia vita è stata scandita da regole ben precise che mai e poi mai ho pensato di non accettare.

Quando mia figlia è rimasta incinta e credimi è stato uno shock enorme, io non ho avuto la forza di impormi e decidere per lei, ho lasciato che decidesse lei che è ancora una bambina entrando in un vortice di ansia che non immagini.”

Un genitore ha l’obbligo di crescere e educare i propri figli, di essergli accanto e aiutarli, non certo di obbligarli a fare una cosa piuttosto che un’altra, ma posso capire il suo tormento, non avendo mai vissuto in un’altro modo.

“ Non riesco a capire se averla lasciata libera sia una vittoria o una sconfitta per me, potrei averle rovinato la vita cercando di essere quello che non sono mai stata.”

“ Sofia, cara, perché credi improvvisamente di non essere più in grado di essere te stessa?”

“ Perché io non so chi sono, non so se ho vissuto la vita di Sofia o quella che Maria ha scelto per Sofia.”

Un dubbio legittimo e complicato da sciogliere.

“ Allora, partiamo dal principio, a te è mai pesato sottostare ai precetti dei tuoi genitori?”

“ No, erano i miei genitori, volevano il meglio per me, sapevano che con una buona educazione, con buoni studi , con gli incontri giusti sarei stata più avvantaggiata rispetto a chi tutto questo non lo aveva.”

“ Perfetto, ti hanno mai obbligata a frequentare qualcuno che non ti piaceva? Sei stata costretta a studiare in una città piuttosto che un’altra?”

“ In realtà no… l’università migliore era lì e lì sono andata, ho frequentato solo persone come me, stessa scuola, stessa parrocchia, stesso cinema.

Mi piaceva il balletto e ho studiato danza classica.”

“ Vedi che già hai trovato delle risposte.”

“ Si, ma non ho mai visto altro , non ho nemmeno avuto modo di capire se c’erano altre cose che potevano piacermi.”

“ Questa tua poca curiosità ti è stata insegnata o meno?

Non rispondermi subito, pensaci, rifletti su cosa ti piaceva da mangiare da bambina, se eri affascinata dagli animali o dal cielo, pensa a tutto quello che ti circondava e domani mi richiami e ne parliamo, ok?”

“ Va bene Aurora, faccio questo piccolo compito e ci sentiamo domani.”

“Buongiorno Aurora ti ringrazio per il consiglio, ho passato l’intera giornata a casa dei miei genitori, una casa ormai vuota, ripercorrendo tutta la mia infanzia;

Quando mi hai chiesto se la mia curiosità fosse stata stimolata o meno ho dovuto ripensare a tanti avvenimenti.

Uno su tutti mi ha dato chiarezza, mia madre era un’ottima cuoca, le piaceva sperimentare in cucina, ogni domenica invitava a pranzo il parroco e due persone indigenti della comunità, ogni domenica due persone diverse, per farli sentire a loro agio in base alla provenienza preparava piatti della tradizione del luogo di origine dei suoi ospiti.

Io non ho mai assaggiato nulla.

Mai.

Per me c’era sempre pasta col ragù e pollo arrosto.

Non mi piaceva sperimentare.

Ho passato la giornata di ieri a pensare alle proposte velate che mia madre faceva per farmi esplorare la vita.

Non è mai stata rigida o imponente.

Mi conosceva evidentemente meglio di quanto credessi.

Non era lei ad essere poco elastica, sono io… ho sempre preferito restare in una comfort zone , e non me ne sono mai resa conto.”

“ Sofia, non è un peccato essere cauti, non siamo tutti sprezzanti del pericolo, tu sei fatta così e non puoi cambiare ora, alla tua età… puoi solo cercare di addolcire il tuo modo di essere, ma non puoi diventare un’esploratrice tutto insieme.

Inizia dalle cose semplici, inizia con piccoli viaggi, inizia a cambiare abbigliamento.

Il primo passo non ti porta a destinazione ma ti toglie da dove sei.

Vogliamo vedere cosa dicono le carte?”

“ Si Aurora, vorrei sapere se mia figlia si pentirà di questa gravidanza e se mi odierà per tutto il resto della sua vita, non riesco a pensare ad altro.”

“ Destra, sinistra o centro?”

“ La Papessa, il Matto, la Giustizia, le Stelle, la Ruota di Fortuna, il Carro e il Mondo;

Sofia devi solo stare tranquilla, sono delle carte molto belle.”

Sofia sospira sollevata, non ha più sua madre, e sua figlia ha bisogno di lei, è passata in breve tempo dall’avere una roccia accanto a essere lei la roccia.

La perdita di un genitore può essere un peso enorme da gestire, non si è mai abbastanza grandi per affrontare un dolore così forte.

“ Tutto parte da te, dalla Papessa, sei tu che tessi le fila della tua vita e di quella dei tuoi familiari, tu sei il perno intorno a cui ruotano tutti.

Tutti si rivolgono a te per essere aiutati a pianificare e costruire e questo , è una tua dote e non un difetto.

Continua ad essere il loro punto fermo, non hanno bisogno di un’altra persona.

Allo stesso tempo il Matto è sinonimo di novità…sperimenta piccole cose, stai per diventare nonna e questo nuovo ruolo porterà in te nuove sensazioni e nuove esigenze, lasciati andare a questo meraviglioso momento.

La Giustizia e le Stelle servono a indicarti la via, abbandona le tue paure e tornerà equilibrio, un equilibrio tutto nuovo, fatto di altre cose, un bambino è la cosa migliore per rompere gli schemi.

La Ruota di Fortuna e il Carro riguardano te e il tuo lavoro, potresti avere una bella sorpresa, una promozione e anche questa novità va cavalcata con tutto l’entusiasmo possibile, le Stelle ti stanno indicando un nuovo percorso, molto vicino al tuo e perciò sicuro, ma comunque nuovo… non avere paura, andrà tutto bene.

Il Mondo… che bella carta, è l’evoluzione costante, il successo duraturo e sta a indicare anche l’altruismo, magari dovresti proseguire la bella abitudine dei pranzi domenicali con le persone in difficoltà, sarebbe un bellissimo omaggio a tua madre è un modo per insegnare alle tue figlie e al bambino che arriverà chi era Maria, una donna forte dal cuore grande.

In fine Sofia, e questo non me lo dicono le carte  ma la mia esperienza di figlia ribelle e mamma chioccia, tua figlia non ti odierà mai per averle concesso di scegliere, sarà dura perché è giovanissima ma ci sei tu e tuo marito che non vede l’ora di avere un nipotino, statele accanto e questo momento diventerà un nuovo inizio per tutti voi.”

“ Aurora grazie, ho bisogno di questo, ho bisogno di sentirmi una brava madre è di ricordare a tutti quanti mia mamma abbia fatto per tutti, è nel suo esempio che cambierò…cercherò di essere meno rigida perché lei ha sempre cercato di insegnarmi a essere libera anche se l’ho capito solo ora.

Grazie mille, ti tengo aggiornata… sarà bello avere un nipote, è un dono del cielo e non ho intenzione di rinunciarci.”

Ci sono solo due lasciti inesauribili che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: delle radici e delle ali.

(Harding Carter)

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